Accade in autunno, di Antonella Polenta

DI MASSIMO DE TOMMASO

 

Accadde in autunno di Antonella Polenta, MEF – L’autore Libri Firenze, di quella stagione non ha soltanto il riferimento nel titolo.

Tutte le pagine sono piene delle infinite sfumature dei colori della stagione autunnale e molte vicende narrate sono ammantate della dolcezza e della nostalgia che l’autunno spesso suscita nell’animo delle persone più sensibili ed empatiche.

Proprio come il carattere della protagonista, Sara, l’io narrante del romanzo, che cercando del materiale per una tesi sul famoso pianista Glenn Gould, si imbatte in Roberto, un compositore di talento, di modeste origini, diventato poi un nome di grido nel panorama concertistico internazionale.

Tra loro nasce ben presto del tenero ma la storia viene bruscamente interrotta dopo quattro anni, per la tragica fine di lui. Inizia un lungo percorso di indagini, personali soprattutto, perché, al di là delle evidenze, che parlano di tragica fatalità, Sara è convinta che la morte di Roberto sia stata quanto meno provocata e che quindi debba considerarsi un omicidio.

Grazie all’aiuto di David, un investigatore privato, apparentemente abulico ma efficiente, e ad alcune sibilline rivelazioni della vicina di casa di Roberto, la signora Galliani, vittima della sua stessa perspicacia, Sara alla fine riuscirà a risolvere il mistero che si cela dietro la morte del suo compagno.
Questo romanzo di Antonella Polenta ha come sottotitolo Glenn Gould in giallo.

Il grande compositore e pianista canadese aleggia con la musica classica da lui interpretata in tutta l’atmosfera del romanzo, filtrata dall’umore della protagonista, che oscilla da momenti di assoluta calma interiore ad altri di grande agitazione.

In effetti, per cogliere meglio il tono generale con cui viene narrata la vicenda, dobbiamo ricollegarci piuttosto al noir francese firmato da George Simenon, con ambientazioni care alla piccola borghesia, sceneggiature in bianco e nero di squallidi fatti di provincia e quella tipica profonda analisi psicologica dei personaggi.

Non è un romanzo rumoroso Accadde in autunno, a parte una breve scena drammatica sul finale. Invece è una sapiente e sommessa costruzione di stampo cinematografico, in cui i capitoli si aprono e si chiudono con quella tipica dissolvenza che non deve spiegare nulla ma lascia cogliere il senso dei fatti narrati sin dalla prima inquadratura.

La misurata alternanza di parti narrate e di dialoghi molto realistici e l’uso di un linguaggio sempre idoneo e a volte costellato di termici tecnici settoriali rendono omaggio alla ricerca sottostante e alla cultura eterogenea dell’autrice.

Per sua stessa ammissione un genere che non le piace leggere in modo particolare, il giallo, eppure un genere in cui ancora una volta Antonella ha dato prova della sua maestria narrativa e della sua grande capacità di creare pathos tra le pagine di un romanzo.

Immagine tratta dal web

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