Amore eterno

DI ANTONIO MARTONE

Ho conosciuto una donna diversi anni fa. Mi piaceva molto come persona e le volevo bene. Anzi, devo dire che ero innamorato: non di lei ma dell’amore che sentiva nei confronti di un uomo che io conoscevo bene. Si trattava di una storia che era finita per lui ma non per lei. Ella aveva saputo conservare negli anni la purezza di quell’amore. Mi ricordava qualcuna delle protagoniste dei romanzi di Grazia Deledda: donne che conservano un sentimento muto nel cuore per tutta la vita. Un altro mondo. Un’altra realtà rispetto ad oggi. Forse perfino inimmaginabile e incomprensibile.
Ci fu un finale drammatico in quella storia di cui è inutile parlare qui: vorrei però ricordare Anna con alcuni versi che sono andato elaborando negli anni e che sono stati pubblicati in una mia recente raccolta
Ciao a tutti.

– ABBANDONO
Venne
Da un istante fuori dal tempo
Venne
Ti si strinse la gola
Allora
E si dissolse la terra
Il tuo presente
In un instante
Cominciò a declinarsi al passato
E gli attimi divennero grandi
Sempre più grandi e invadenti
Plumbei
E le tue spalle
Tenere
E sempre più piccole

Vivevi alzata sulle punte dei piedi
In attesa
Di un ritorno impossibile
Che sapevi impossibile
Ma di cui eri certa
Perché la campagna
Al cielo chiedevi
Non è più come prima
Perché
Ora nulla è più come prima
Né il sonno né il sole
Né i sorrisi dei bimbi
Né le stagioni
I colori
Non son più come prima
E ti struggevi
Perfino
Di non poter regalare
A lui
Quel tuo dolore nascosto

Quando la mente
Per l’ultima volta
Ti prese d’assalto
Proprio allora
Il tuo cielo stellato
I tuoi animali
I tuoi alberi e campi
E il vento gelato d’inverno
Alzarono un grido
Fino al tuo letto
All’orso di pezza
Stretto sul cuore
Sorridesti negli occhi
E quasi felice
Donasti alla terra
Per sempre
I colori ineffabili
Dei tuoi occhi verdi
D’un maggio senza più estate
D’un maggio senza mai autunno
Di frutti

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Pubblicato da scrignodipandora

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