Aspettando la cometa verde

DI FABIO BORLENGHI

 

Tempo di comete, con tre chiavi di lettura. Quella scientifica razionale le vuole portatrici, nella notte dei tempi, di materiale organico sulla terra e per questo portatrici della nostra vita, quella della tradizione popolare le vuole foriere di sventura e infine l’iconografia cristiana le ha incastonate nel paesaggio della natività nel ruolo di stella trainante per i magi.

Ci sarebbe una quarta valenza che attiene alla sfera interiore emotiva di chi possiede una coscienza positiva e trova nell’immagine del passaggio di una cometa l’annuncio di un cambiamento importante, anzi sperato.
Trattandosi di un corpo celeste, appartenente al mondo che ci circonda, di fatto, lo si può intendere far parte dell’ambiente naturale nel quale irrompe saltuariamente occupando lo skyline per brevi intervalli temporali.
Chissà che vede la cometa dall’alto e cosa pensa di noi sapiens..

Negli ultimi anni l’ambiente naturale e il paesaggio che lo comprende hanno imboccato un percorso denso di minacce. Il tormentone “salviamo il pianeta” ha ormai pervaso ogni ambito della vita delle persone e sfruttando la succosa occasione, un fiume di soldi s’è messo in moto, quale colata inarrestabile, per dar vita a una trasformazione energetica-industriale della nostra società, spacciata alla gente comune come transizione ecologica.
Ma quando mai!

La cometa Leonard, durante il Natale in transito nella nostra sfera celeste, guardando in basso, si sarebbe aspettata tutt’altro da noi uomini ovvero una rinnovata società non nella tecnologia ma nel modo di promuovere la qualità della vita, abbracciando la sobrietà nello stile di vita e l’ottimizzazione delle risorse finite del pianeta, rispondendo al problema clima con una transizione concreta dallo spreco e il superfluo al necessario per vivere bene e basta.

Invece lo scenario che si prospetta ci dice altro.
I processi di combustione sono messi alla gogna affinché si azzerino il prima possibile per dar spazio ad altri processi di diverso impatto ambientale. Non più CO2 emessa ma milioni di tonnellate di acciaio costituenti il vestito di turbine eoliche gigantesche disseminate ovunque le si veda e ferme, nel nostro paese, per il settanta per cento del tempo, facendo il pari con migliaia di ettari di campi non più destinati ai coltivi o al foraggio del bestiame ma inermi sterminati vassoi di pannelli solari fatti di silicio, vetro e polimeri speciali, anch’essi inattivi da noi per il settanta per cento del tempo.

Sembra un destino ineluttabile quello dell’uomo che non si ferma mai nella sua corsa verso lo sviluppo spacciato alla gente per sostenibile, come l’aggettivo ‘ecologica’ nella transizione di prima, ma che poi sostenibile non è affatto perché foriero di altri gravi problemi.
Povera CO2! Un tempo indispensabile per farci vivere su questo pianeta grazie all’effetto serra derivante dall’azione dei vulcani naturali e oggi, in eccesso per colpa nostra, costretta a fare le valigie per fare spazio al nuovo business della lobby verde che, mortificando paesaggi naturali ricchi di storia e di natura, sta avviando una trasformazione epocale del nostro territorio, lungi dal risolvere il problema alla radice: l’errato modus vivendi della società moderna.

La cometa Leonard, oggi in transito sulle nostre teste, si allontanerà presto da noi delusa per quanto visto.
Solo una nuova inaspettata cometa dalla scia verde brillante, in transito nei nostri cieli perché richiamata dalla coscienza delle tante persone di buona volontà, potrebbe annunciare un vero cambiamento nella nostra società.
Chissà..

Immagine free tratta da pixabay

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