Babanja: una storia sulla Befana

DI ELISABETTA DE MICHELE

 

In un paese lontano, in mezzo a una vallata
c’era una bella casetta, tranquilla e isolata.
Lì ci abitavano due gran belle persone:
una dal corpo sfiorito, l’altra un bocciolo in fiore.
La piccola Anja la sua nonna aiutava
e gli alberi e i campi innaffiava e curava.
Un triste giorno la vecchia Babcia sparì,
e lasciò ad Anja una lettera, con scritto così:
“Ricorda: l’albero del campo più alto di tutti,
innaffialo alla sera, darà sempre buoni frutti;
l’albero invece che sta in mezzo al giardino,
darà frutti cattivi, bagnalo sempre ogni mattino.
Sono importanti entrambi, capirai un giorno il perché,
presto li sentirai parlare, ma non avrai bisogno di me:
sei quasi pronta, lo sento, saprai che cosa fare;
ti sto lasciando sola per poter imparare,
ma quando tutto sarà compiuto tornerò da te,
sei la mia piccola stella, la più splendente che c’è”.
-Nonna ma ti avevo chiesto una storia sulla befana!
-Certo Annina, fammi continuare e vedrai.
-Mi avevi anche detto che era una storia vera.
-È così mia cara. Dov’ero rimasta?
-Alla fine della lettera che ha lasciato la Babcia
-Ah sì ecco; dunque:
I giorni passavano e Anja innaffiava,
l’autunno finiva e l’inverno arrivava.
I primi giorni di dicembre qualcosa cambiò:
vicino a ognuno dei due alberi un cesto spuntò.
“Serviranno per raccogliere i frutti”, Anja pensava,
ma cercando sugli alberi, ancora non ne trovava.
Il dieci di dicembre Anja in giardino si spaventò:
dai due alberi da frutto qualcuno parlò.
Si udivan tante voci, in lingue differenti,
parlavan tutte insieme, che baccano, accidenti!
Erano i bambini di tutto il mondo intero,
che facevano nel sonno un discorso sincero,
confessando di quell’anno le belle e brutte azioni
e dichiarando per il nuovo anno le loro intenzioni.
Anja li ascoltava sempre dopo avere innaffiato
e un dì vide sui rami che qualcosa era spuntato…
Erano forse quelli i frutti? Sembrava una follia,
ma ecco che dal cielo tornò la Babcia, per magia!
Mise nelle ceste i frutti, la piccola Anja l’aiutava,
mentre spiegazioni a raffica le domandava;
tra un frutto al carbone e uno di gelée alle more,
la Babcia con amore le disse queste parole:
“Piccola Anja prenderai il mio posto, ormai hai imparato;
porterai ai bambini il frutto di ciò che han seminato.
L’Epifania ricordati è la manifestazione
semplicemente dell’azione e dell’intenzione”
-Fine della storia Annina.
-Ma allora nonna quella era la Befana!
-Così sembra
-E quindi siamo noi, nel sonno, che le raccontiamo
quello che abbiamo fatto e quello che abbiamo
intenzione di fare!
-proprio così
-e lei fa crescere i nostri frutti
-siamo noi che li facciano crescere, lei ce li porta, manifestando a noi le nostre intenzioni. Questo è il messaggio importante della storia:
LA CALZA È TUA, NON L’HA MESSA LEI
E CI TROVI DENTRO QUELLO CHE SEI!
-Non è di certo una storia vera però, mi hai imbrogliata!
Nonna Anja si alzò e prese una vecchia fotografia dalla mensola; sopra c’erano due figure femminili abbracciate. Quanto le mancava la sua Babcia! Ora anche lei era nonna, era Babànja, e presto a sua nipote avrebbe dovuto insegnare un mestiere.
Per oggi le aveva dato la prima lezione. La più importante.

©® Copyright disegno di Gianni Russomando

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