Che popolo siamo?

DI FRANCO FRONZOLI

Mi chiedo spesso che popolo siamo, cosa contiamo, che futuro abbiamo, cosa davvero pensiamo.

Lo vedo, il popolo, come una moltitudine di esseri che indossano gli stessi occhiali,  incapace di guardare orizzonti diversi, soggiogato da parole senza costrutto, che vagano nell’aria, senza una meta, senza obiettivi.

Un popolo irretito da ipnotizzatori di scarso livello, che ci dicono quello che vogliamo sentirci dire, che ci indicano dove andare e cosa fare. E noi sempre pronti ad eseguire, senza porci mai una sola domanda.

Privati e privi di volontà.

Camminiamo belanti dietro agli stessi pastori, tosati puntualmente e costretti ad entrare nella stessa stalla.

Ogni tanto dal branco, esce una pecora nera, l’unica coraggiosa, l’unica rivoluzionaria, l’unica disobbediente ed è una ed una sola, in una massa di invertebrati.

Ci tosano con le promesse, ci guardano con dei cip telecomandati, ci inchiodano davanti alla televisione costretti a guardare programmi di infimo valore sociale, culturale, politico.

Ci portano a bere alla stessa fonte convincendoci che è lì che sgorga l’acqua migliore, pura e genuina.

Tutte falsità che vengono propinate per deviare gli occhi ed i pensieri dai veri problemi, che restano sempre irrisolti e sono sempre gli stessi.

Con quegli occhiali tutti uguali, si possono vedere le cose che fa comodo ad altri farci guardare, non certo a noi.

Siamo così: un popolo in balia degli eventi, senza direzione, senza un minimo di rivoluzione che possa far cambiare rotta a questo paese.

Sempre scontenti, alla ricerca di un futuro confuso e distante, poco grati a chi cerca di ampliare la nostra offuscata visione e proni davanti a chi ci prova e ci ha privati di ciò che avremmo potuto essere.

Così non riusciamo neanche più a capire che ne basterebbe uno che si levasse questi ingombranti occhiali per tornare almeno a sperare…

Immagine tratta dal web

Pubblicato da scrignodipandora

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