Chiara, la sedicenne di Monteveglio, uccisa dal ragazzo di cui si fidava e dal demone che lo guidava

Chiara Gualzetti vittima per amore: fate attenzione ai demoni

Chiara è stata uccisa senza che avesse alcuna colpa, tranne di essersi invaghita del suo aguzzino, coetaneo, che- stando alla confessione- non accettava l’idea di quella ragazzina pulita e dal viso malinconico potesse provare un sentimento per lui. Ma la colpa è da addossare al demone che lo guidava, sotto certi aspetti aveva il pieno controllo su di lui fino a convincerlo di doverla uccidere. Un’adolescente strappata alla vita nel momento più felice di quella giornata: stava per incontrare il ragazzo che le aveva rapito il cuore e mai avrebbe potuto immaginare la tragedia che si sarebbe consumata di lì a poco. Morire. Alla sua età?

A definire la sconcertante vicenda ci sono le chat: i messaggi scambiati tra i due lasciano intendere come Chiara si sia confidata con l’amico sul suo malessere adolescenziale , addirittura di voler morire, e lui risponde: “Ti aiuto io”. E’ così che decide di dare vita all’esecuzione: «Tanto Chiara si voleva uccidere, me lo aveva detto». Inutile cercare un movente preciso nelle sue parole; ci sono più motivi, stando a quel che dice lui, il più potente dei quali è tutto nella sua mente ed è un demone 

Lei — la voce — gli avrebbe ordinato di uccidere Chiara, una sorta di «spinta superiore». Per spiegare meglio chi è il suo Samael, ha detto che è «come quello di Lucifer», la serie televisiva su Netflix, evidentemente un’altra delle sue fonti di ispirazione. Demoni, crudeltà, voci. E lui che decide di punire Chiara perché «mi opprimeva» con le sue continue attenzioni.

Il disagio adolescenziale è un chiaro segnale della debolezza che attanaglia i nostri giovani, disorientati da una realtà in preda al cambiamento , abbandonati dalle famiglie sempre più distanti e meno preoccupate del malessere interiore manifestato dai figli.

Comprenderli richiede pazienza , un impegno quotidiano e costante che però si scontra con i ritmi accelerati di una quotidianità frenetica. I nostri ragazzi sono preda di falsi miti, intrappolati nel rancore che smaltiscono consumando violenza nei confronti di chi non sa difendersi.

Questa volta è toccato a Chiara, domani potrebbe esserci un altro adolescente e la lista degli orrori cresce a dismisura. Sotto l’indifferenza di tutti.

da la notteonline.it

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