Ciao Ray Liotta, attore dalle interpretazioni perfette

DI GIOVANNI BOGANI

Ray Liotta. Cose da pazzi. Era così giovane, stava girando un film, stava per sposarsi. E’ morto nel sonno, nella Repubblica dominicana, nel mezzo delle riprese di un film.

“Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese lo abbiamo in mente tutti, e la sua ironia, la sua leggerezza nell’interpretare il protagonista, gangster pasticcione e succube delle donne, ha contribuito non poco al successo del film. Ma è stato anche molte altre cose: indimenticabile in “Hannibal”, dove era a cena con Hannibal Lecter, ma quando l’inquadratura si allargava, venivamo a scoprire uno dei dettagli più macabri e insieme geniali del cinema degli ultimi vent’anni.

In “Scene da un matrimonio”, il film Netflix approdato a Venezia, diretto da Noam Baumbach con Scarlett Johansson e Adam Driver, aveva un ruolo piccolo ma fantastico: era l’avvocato cattivissimo ingaggiato da Driver, lucido e spietato, costoso, uno squalo senza pietà. Un’interpretazione perfetta, in mezzo a poche altre memorabili negli ultimi anni.

Personalmente, mi sconvolge ancora di più, la notizia della sua morte, perché era con lui il primo film che ho recensito per “La Nazione”: “Qualcosa di travolgente”, con Melanie Griffith. Erano anni ’80 pieni, Melanie Griffith era bellissima, lui era poco più che un ragazzo. E anch’io.

Immagine tratta dal web

Pubblicato da scrignodipandora

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