‘Comedians’, il nuovo lavoro di Gabriele Salvatores. Al cinema da giovedì 10 giugno

di Cinzia Marongiu

“Comedians”, 35 anni dopo. Gabriele Salvatores torna nei cinema dal 10 giugno con il testo di Trevor Griffiths al quale è particolarmente legato perché fu proprio “Comedians”, portato in scena a Milano al Teatro dell’Elfo nel 1985 con un pugno di attori poi diventati famosi (Da Bisio a Paolo Rossi e a Silvio Orlando) a truccare le carte del destino in suo favore e ad aprirgli le porte del cinema.

E oggi, sempre quel testo, mi ha permesso di realizzare un film in piena pandemia. Avrei dovuto girare una pellicola in costume, cosa impensabile in condizioni di emergenza sanitaria”.

E così, eccolo il piccolo grande film, impianto teatrale su una pioggia battente alla Blade Runner che tutto bagna e contamina in una sorta di “Dark Side of The Moon” di quel testo. “Nel lontano 1985, eravamo giovani alla ricerca del successo, spericolati e anarchici, irregolari e affamati e, nelle nostre mani, il testo si trasformò in un ottimo contenitore per una sarabanda di gags e battute comiche, a volte improvvisate sul palco, come nel Jazz”, sostiene il regista Premio Oscar.

“Oggi, rileggendolo, il testo di Griffiths mi mostra  il suo lato oscuro, il suo cono d’ombra. Certo, il testo è un’indagine sul concetto di comicità e non mancano i momenti divertenti, ma, probabilmente condizionato dai tempi che stiamo vivendo, ho visto emergere dalle parole di Griffiths delle persone sull’orlo del fallimento, pronte a tradire un’amicizia o un maestro, un’umanità minima che cerca in tutti i modi di sopravvivere, lottando senza sosta contro un destino avaro”.

La scena si apre e si chiude su sei aspiranti comici (tra di loro Ale e Franz e Giulio Pranno) stanchi della mediocrità delle loro vite, che al termine di un corso serale di stand-up tenuto dal maestro Eddi Barni (Natalino Balasso) si preparano ad affrontare la prima esibizione in un club.
Tra il pubblico c’è anche un esaminatore, interpretato da Christian De Sica che sceglierà uno di loro per un programma televisivo. Per tutti è la grande occasione per cambiare vita, per alcuni forse è l’ultima.
Le esibizioni iniziano e ogni comico sale sul palco con un grande dilemma: rispettare gli insegnamenti del proprio maestro, devoto a una comicità intelligente e senza compromessi o stravolgere il proprio numero per assecondare il gusto molto meno raffinato dell’esaminatore?

Insomma “Comedians” ancora oggi è di un’attualità incredibile. Perché non è soltanto una riflessione sul senso stesso della comicità nel nostro tempo, ma è anche uno specchio rivelatore del lato oscuro di ognuno di noi. Le due figure dei maestri solo apparentemente sono contrapposte: in realtà sono complementari e spesso in ognuno di noi bivaccano in contemporanea, magari guardandosi storto, ma comunque insieme.

È la vecchia storia dell’agire etico, del seguire un senso morale, della coerenza con se stessi, piuttosto che l’inchino ai diktat della maggioranza e della superficialità. Da che parte stai? Sembra chiedere Salvatores ma la risposta è lì sotto gli occhi di tutti, in quei personaggi pronti a tradire e a tradirsi l’un l’altro: “Comedians” siamo tutti.

da spettacoli.tiscali.it

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