Cuba, 150 arresti dopo le manifestazioni contro il governo e una vittima. Nell’isola bloccato Internet

di Stefania De Michele

Cuba senza i Castro non cambia regime.

Due giorni dopo le storiche proteste di massa contro la carenza di cibo, si registra la prima vittima ufficiale: un uomo di 36 anni che aveva preso parte alle manifestazioni anti governative, nel comune di Arroyo Naranjo, al sud dell’Avana dove i residenti sono scesi in strada gridando “libertà”, secondo i video pubblicati in Rete.

Ultimi fuochi, quelli online, visto che l’esecutivo del presidente Díaz-Canel ha bloccato il servizio internet mobile e quasi nessuno a Cuba può permettersi una connessione wifi.
Ma per il ministro degli Esteri , Bruno Rodriguez, non si tratta di un atto di censura premeditato.

“È vero che in questi giorni abbiamo avuto problemi di elettricità, che ha ripercussioni sul funzionamento delle reti e dei server delle telecomunicazioni.”, ha detto Rodriguez, che imputa tutte le difficoltà all’embargo statunitense.

Secondo Human Rights Watch, dopo le manifestazioni, gli arresti sono stati più di 150, tra attivisti, giornalisti e oppositori. Parenti e amici li cercano nelle diverse stazioni di polizia, in alcuni casi senza esito e senza informazioni sulla loro sorte.

Il caso più eclatante è quello della nota influencer e youtuber cubana Dina Stars, che ha postato un video della sua partecipazione a una manifestazione pacifica all’Avana.

La ragazza è stata arrestata martedì mentre stava rilasciando un’intervista in diretta, nella sua abitazione, per la stazione televisiva spagnola Cuatro.”Non c’è traccia di lei. Siamo preoccupati”, dicono i suoi amici.

Nel tweet di Dina prima dell’arresto: “Non ne posso più” in relazione ai fatti riportati dalla testata indipendente ADN Cuba: “@DiazCanelB ordina la caccia ai manifestanti. Sparatorie, pestaggi con bastoni e un grande dispiegamento militare contro manifestanti pacifici hanno segnato la rivolta popolare che si è diffusa nei quartieri di più di 30 città di Cuba l’11 luglio“.

Le proteste, che si sono svolte domenica in tutta Cuba, sono state le più partecipate degli ultimi 60 anni, con l’unico precedente del “maleconazo” dell’agosto 1994, limitato all’Avana.

Manifestazioni di sostegno ai dimostranti ma anche a supporto del governo dell’Avana si sono tenute in tutto il mondo.

Gli emigranti cubani hanno protestato per le strade di Montevideo, Lima e San José, Costa Rica, in appoggio alle manifestazioni antigovernative scoppiate sull’isola nel mezzo della peggiore crisi economica degli ultimi 30 anni.

#cuba  #castro

da Euronews italiano

*Immagine pixabay

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