Da oggi la raccolta firme per il Referendum sulla Giustizia: si può firmare nei banchetti e gazebo allestiti in tutta Italia e in tutti i municipi

di Carla Vistarini

Da oggi la raccolta firme per il Referendum sulla Giustizia. Occorrono 500.000 firme valide affinché si possa indire il Referendum. Si tratta di sei temi importanti, tra cui la separazione delle carriere dei Magistrati, la riforma del CSM, la responsabilità degli stessi, etc.
Se la raccolta delle firme avrà successo, come personalmente spero, il Parlamento avrà la facoltà di recepire il sentimento popolare e varare una nuova legge che tenga conto di tale sentimento. In tal caso, non sarà necessario andare alle urne per il Referendum, perché il suo scopo normativo sarà comunque raggiunto.
Ricordo che si è liberi di firmare anche solo parte dei sei quesiti referendari. Anche uno solo. Secondo coscienza. Ma non facciamo gli indifferenti. A proposito dell’indifferenza c’è questa bellissima frase di Einstein: “Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla.”
Si può firmare nei banchetti e gazebo allestiti in tutta Italia e in tutti i municipi.
Qui di seguito i sei quesiti spiegati in un articolo di Paolo Padoin, già Prefetto di Firenze :
“Quesito n. 1 ‘elezioni del csm‘ – Il ‘caso’ Palamara ha portato alla luce i guasti del sistema delle ‘correnti’ nella Magistratura. Il primo passo per poterlo sradicare è quello di superare il potere di veto delle correnti all’interno del Csm. Attualmente un magistrato che voglia candidarsi al Consiglio Superiore della Magistratura deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme. Ciò significa necessariamente che per poter presentare la propria candidatura deve ottenere l’appoggio di una delle correnti interne alla magistratura. Il quesito referendario vuole abrogare il vincolo delle firme e permettere così a tutti i magistrati di candidarsi, senza dover sottostare al condizionamento delle correnti.
Quesito n. 2 ‘responsabilità diretta dei magistrati’ – Al grande potere di cui gode la magistratura in Italia non corrisponde un adeguato obbligo per i propri membri di rendere conto delle eventuali decisioni sbagliate assunte. L’obiettivo del quesito è ridurre la specialità della disciplina della responsabilità dei magistrati, permettendo, quindi, al cittadino leso nei propri diritti dalla condotta del magistrato di poterlo chiamare in giudizio direttamente.
Quesito n. 3 ‘equa valutazione dei magistrati’ – Il Consiglio direttivo presso la Corte di Cassazione e i Consigli giudiziari sono gli organi dove si valuta anche la professionalità dei magistrati. Ad oggi, tuttavia, quando si tratta di discutere o valutare lo status dei magistrati, la componente minoritaria ‘non togata’ di questi collegi (avvocati e professori universitari) è esclusa dalle discussioni e dalle votazioni vertenti su questi temi. L’abrogazione di questa norma consentirebbe anche alla componente ‘non togata’ di esprimersi sulla qualità del lavoro dei magistrati, superando in questo modo il principio della giustizia solo interna alla magistratura.
Quesito n. 4 ‘separazione delle carriere dei magistrati’ – Ad oggi i magistrati della pubblica accusa e quelli chiamati a giudicare sono inseriti in un’unica categoria professionale. Nel corso della loro carriera i magistrati passano più volte dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa. Questa contiguità tra il pubblico ministero e il giudice rischia di creare uno spirito corporativo tra le due figure e di compromettere un sano e fisiologico antagonismo tra poteri, vero presidio di efficienza e di equilibrio del sistema democratico. Il quesito punta a stabilire che il magistrato, una volta scelta la funzione giudicante o quella requirente all’inizio della carriera, non possa più passare all’altra.
Quesito n. 5 ‘limiti alla custodia cautelare’ – Il carcere preventivo, ovvero il periodo di detenzione scontato prima della sentenza di condanna, si è trasformato negli anni da misura con funzione prettamente cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena, con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, sancito nell’articolo 27 della Costituzione. Il quesito punta a limitare la possibilità di ricorrere alla carcerazione preventiva prima dell’emanazione di una sentenza definitiva di condanna.
Quesito n. 6 ‘abolizione decreto Severino’ – La cosiddetta ‘legge Severino’ prevede che in caso di condanna ad alcune specifiche ipotesi di reato sia comminata automaticamente la sanzione accessoria dell’incandidabilità alla carica di parlamentare, consigliere e governatore regionale, sindaco e amministratore locale. Nella prassi, tuttavia, l’applicazione della misura dell’incandidabilità presenta diverse criticità, oltre a essere del tutto sproporzionata rispetto allo spirito della norma. Il quesito referendario intende abolire l’automatismo per quanto riguarda i termini di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza, lasciando al giudice la decisione, caso per caso, se comminare, oltre alla sanzione penale, anche la sanzione accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e per quanto tempo”.
Meditiamo e decidiamo. Buona giornata.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "REFERENDUM REFERENDUM GIUSTIZIA GIUSTA SULLA COMITATO PROMOTORE GIUSTIZIA 1 2 3 4 RIFORMA DEL CSM Stop allo strapotere delle correnti RESPONSABILITÀ DIRETTA DEI MAGISTRATI Più tutele per cittadini: chi sbaglia, paga EQUA VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI magistrati non possono essere controllati solo da altri magistrati SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI Stop alle porte girevoli per ruoli LIMITI AGLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE Per una giustizia giusta un equo processo, per tutti ABOLIZIONE DECRETO SEVERINO Più tutele per sindaci amministratori 5 funzioni 6 Dal 1° luglio vieni firmare in tutti municipi gazebo nelle piazze di tutta Italia Info: www.comitatogiustiziagiusta.it"
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