Dal nero corvino al biondo platino, dalle ballad al reggaeton, la rivoluzione di Marco Carta

di Cinzia Marongiu

Dal nero corvino al biondo platino. Dalle ballad come “la forza mia” con cui trionfò a Sanremo al reggaeton di “MalaSuerte”, imbevuta di ritmi caraibici e fatalità da mandare giù, anche se col groppo in gola.

Dall’idolo delle ragazzine, le indomite “cartine” fedeli fin dalla vittoria ad “Amici” all’outing di due anni e mezzo fa quando raccontò che il suo amore da diversi anni si chiamava Sirio. Fino alle prese di posizione esplicitate in queste settimane, in cui ha raccontato di volersi sposare e di desiderare dei figli. “Adozione? Fecondazione assistita? Vedremo, anche in base a ciò che ci permetterà di fare la legge”.

Foto  articolo e di copertina  da Ansa e Instagram

Marco Carta è una rivoluzione vivente eppure non è mai stato tanto tranquillo e pacificato con se stesso come in questo periodo nel quale ha messo alle sue spalle convenzioni e segreti, per dichiarare con semplicità chi è e cosa desidera.

In questa lunga ed emozionante intervista racconta chi è diventato anche se ci tiene a chiarire che il “vecchio” Marco Carta è custodito dentro di sé. Non vede l’ora di tornare a cantare dal vivo e qualche cosa farà già da questa estate. Anche se l’appuntamento con la sua musica è fissato in autunno quando pubblicherà il nuovo disco di inediti.

Nell’intervista Marco racconta che cosa lo ha fatto innamorare di Sirio e su quali equilibri si base il loro rapporto: “Siamo diversi ma sappiamo raggiungere dei compromessi per venirci incontro. Ma forzature non sono più disposto a farne. Quando le cose non funzionano, come racconto in “mala Suerte”, bisogna aver il coraggio di salutarsi”.

Per la videointervista, cliccare sul  link  spettacoli.tiscali.it 

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