Danze perdute

DI ANTONIO MARTONE

 

 

In un detestato istante futuro
Eppur sempre presente
Il mio corpo
L’intesa col mondo
Smarrirà
E sconfitto dagli anni
Patirà
La colpa d’essere nato

Gelidi
E incandescenti
Saranno allora i ricordi
Come monumenti bianchissimi
D’una memoria ormai esausta
Consunta
Dal signore del tempo

Un velo di cera
I miei occhi saranno
Un giorno di nebbia
Che non vede mattino
Radice
Che la pianta ha perduto vivendo
Saranno
Specchio soltanto
D’immagini secche
Sarà la mia mente
E senza più sogni

Quella cera
V’imploro
Quella cera sciogliete
E diradate la nebbia

I monumenti son tombe
Non portate
Ghirlande
Fiori morti non voglio
Ché livido è il marmo
E gelido
È l’eterno sfiorire

Giardini senza tempo
Costruite
In luogo di piazze
Profumi
E slanci del cuore
Portate

I cari compagni
Delle danze di allora
Canti antichi
Di crepuscoli e notti
Danze
Dei corpi sui corpi
Nei corpi
Danze insensate
Ebbre
Portate

La giovinezza
Cara e perduta
Incensate
Coi fumi di gioia
Allo stato nascente

Incensate

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