Ddl Zan, Vescovi all’attacco: «la famiglia è uomo-donna»

DI LUIGI de CAPOA

E’ stato finalmente calendarizzato in commissione giustizia al senato dopo un mese e mezzo di rinvii e polemiche, il disegno di legge DDL Zan tornato al centro del dibattito politico, che ha ottenuto 13 voti favorevoli e 11 ‘no’ (contrario tutto il centrodestra) con la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, riunitasi lunedì 26 aprile, che ha ribadito quanto già espresso il 10 giugno 2020, “nel quadro della visione cristiana della persona umana“.

“Una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”, hanno ribadito i vescovi della CEI.”

Alla luce di tutto questo sentiamo il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna, e riconosciamo anche di doverci lasciar guidare ancora dalla Sacra Scrittura, dalle Scienze umane e dalla vita concreta di ogni persona per discernere sempre meglio la volontà di Dio.

Auspichiamo quindi che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale“.

Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”. Per fortuna che i vescovi sono chiamati a fare altro non a decidere leggi in Palamento.

Nel caso specifico, dovrebbero leggere un DDL che con molta probabilità non hanno mai letto.

Pubblicato da scrignodipandora

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