Doudou- storia della balena rossa

DI ELISABETTA DE MICHELE

 

C’era una volta, e forse c’è ancora, un angolo di oceano molto speciale, in cui arrivavano visitatori acquatici da tutte le parti del mondo; giungevano lì, anche da acque lontane, per un’unica ragione: vedere la piccola grande Doudou. Ma voglio raccontarvi questa storia dall’inizio…
Alla scuola primaria “Fondale Marino” durante gli intervalli tra una lezione e l’altra c’era sempre molta confusione: chi sporcava il banco rovesciando il nero di seppia che poi non bastava più per scrivere durante le ore successive, chi faceva grossissime bolle e le scoppiava, chi agitava le pinne schizzando i vicini, e così via; solo il banco d’angolo nell’ultima fila a destra era silenzioso e tranquillo. Era il posto di Doudou, una graziosa balenottera; se ne stava sempre zitta e in disparte; perfino le maestre facevano fatica a farla parlare, figurarsi se riusciva a giocare e scherzare con i compagni! appena qualcuno le si rivolgeva diventava ancora più rossa di quanto era già. Sì, lo so che pare strano, ma Doudou era una balena tutta rossa, una creatura davvero eccezionale. Molti la prendevano in giro, dicendo che era rossa dalla vergogna, che era di quel colore proprio perché era nata vergognosa; altri la ignoravano completamente. Fatto sta che la piccola Doudou si metteva in disparte, e la cosa non le dispiaceva. Era come se sentisse di avere un compito che non le permetteva distrazioni, aveva una sua strada da percorrere di cui era alla ricerca. Al compimento dei nove anni le accadde qualcosa: improvvisamente non riuscì più a dormire la notte. I suoi genitori si rivolsero a vari e veri specialisti del campo, ma nessuno fu in grado di sconfiggere la sua insonnia. E così vagava per le acque scure notturne con il suo berretto da notte in testa; una macchia di rosso nel blu, solitaria e silenziosa. Ed ecco che alle tre di un mattino d’autunno Doudou trovò la sua strada: il conforto, la compassione. Mentre nuotava taciturna tra le acque nere della notte, sentì un pianto disperato. Questo la scosse tutta e non poté nuotare se non verso dove proveniva quel lamento profondo; era come se qualcosa dentro di lei avesse preso il comando e deciso la direzione da prendere; a piangere era un polipo adolescente in preda a un terribile incubo e Doudou seppe subito cosa fare: si fermò nei pressi dell’abitazione di quell’anima bisognosa, senza avvicinarsi troppo, fece un respiro profondo e intonò un canto meraviglioso, pieno d’amore e leggerezza. È risaputa la bellezza ipnotica del canto delle balene, sembra racchiudere in sé della magia sospesa. E come per magia, infatti, dopo quel canto il polipo sospirò nel sonno e sorrise, avvolto all’improvviso da sogni idilliaci. Questo per Doudou fu semplicemente l’inizio, perché da quel momento portare bei sogni agli altri col suo canto divenne consuetudine, ma non fu l’unica ricchezza che scoprì di sé da offrire. Il suo canto infatti arrivò pian piano a sentire e soccorrere le pene di tutti quanti, notte o giorno che fosse, e a dare conforto e trasformare le paure in sorrisi e le preoccupazioni e le angosce in sogni fuori dal cassetto e progetti da realizzare. La voce si sparse, così tutti gli abitanti acquatici accorrevano e stimavano la piccola grande balenottera rossa che solcava l’oceano con il suo grazioso berretto da notte anche in pieno giorno, non temendo più l’incontro e il confronto, anche se, come sempre, preferiva nuotare in solitudine e Sentire a fondo gli altri; nessuno chiamò più il suo colore “rosso vergogna”, ma “rosso amore”.
Forse un giorno riuscirai a incontrare anche tu, abitatore della terraferma, Doudou; di certo, se presterai attenzione e camminerai in solitudine per la tua strada Sentendo a fondo gli altri, potrai udire il meraviglioso canto della compassione risalire in superficie con tutta la magia sospesa che esso racchiude.

 

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Pubblicato da scrignodipandora

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