Droni fastidiosi

DI FABIO BORLENGHI

 

 

Si sa, tutte le attività dell’uomo hanno un impatto verso il mondo naturale e prima o poi, quando l’entità di un fenomeno aumenta a dismisura, si è costretti a correre ai ripari, o meglio si tenta.

E’ il caso dei droni, simpatici mini elicotteri portatili, che hanno preso piede un po’ ovunque soprattutto nell’ambiente delle persone che amano ritrarre la natura con foto o filmati fatti dall’alto in condizioni che sarebbero impossibili effettuare manualmente da terra.

In generale la fotografia naturalistica rivolta agli animali, meglio conosciuta come caccia fotografica, quando non eseguita a debita distanza e durante i delicati periodi riproduttivi, può arrecare danni anche gravi per via del disturbo diretto a quella o quell’altra specie animale.

Nella maggior parte dei casi si tratta di foto o filmati ravvicinati ai nidi di specie sensibili al disturbo umano ma anche nei pressi di tane occupate da mammiferi selvatici, quando poi non ci troviamo di fronte a veri e propri inseguimenti, col cellulare spianato, di orsi avvistati casualmente di sera alla periferia di qualche paese montano.

Nel caso dei droni in alcuni siti si sono verificati incidenti con le aquile reali le quali hanno attaccato e artigliato il drone scambiandolo per un uccello intruso recante minaccia per il proprio territorio ed è proprio per eliminare il rischio d’incidenti che un parco regionale si è mosso di recente in modo netto per contrastare questo fenomeno.

Si tratta del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane che ha vietato l’utilizzo di droni all’interno della propria area protetta, salvo autorizzazioni rilasciate dal parco stesso.

Ecco la nota diffusa pochi giorni fa dall’Ente parco:
“L’utilizzo di droni che negli ultimi tempi si è diffuso, sia per uso professionale sia per hobby, ha moltiplicato le problematiche legate ai sorvoli: non solo sicurezza dello spazio aereo e tutela della privacy, ma anche disturbo della natura.

Il ronzio prodotto dai droni e lo stesso loro movimento è, infatti, un forte elemento di disturbo per gli animali, specialmente per gli uccelli che possono essere indotti addirittura ad abbandonare il nido con la conseguente morte dei piccoli.

Un evento grave per le specie particolarmente protette e sensibili, come ad esempio l’aquila reale che nidifica con diverse coppie nel Parco delle Alpi Apuane.
Nei Parchi e nelle aree protette i sorvoli di velivoli non autorizzati, droni compresi, sono vietati dall’art. 11 della Legge 394/91.

L’Ente Parco può rilasciare autorizzazioni al sorvolo, a firma del Direttore, esclusivamente per motivi scientifici o per monitoraggi ambientali, previo parere preventivo e vincolante del Comitato Scientifico.

Le autorizzazioni non sono comunque rilasciate nei seguenti casi:
1) per sorvoli di qualsiasi aeromobile durante il periodo principale di nidificazione dell’avifauna dell’area protetta, indicativamente fissato dal 15 aprile al 15 luglio di ogni anno;
2) per sorvoli di qualsiasi aeromobile lungo tragitti prossimi a pareti rocciose e falesie;
3) per sorvoli di droni non sostenuti da un interesse pubblico evidente e con finalità coerenti con quelle dell’area protetta.
Per i trasgressori sono previste sanzioni fino a un massimo di 6.000 euro e anche procedimenti penali qualora sia accertato il danneggiamento a carico delle specie faunistiche.

Recenti video realizzati all’interno del Parco delle Alpi Apuane e diffusi sui social network, sono al vaglio del Comando Guardiaparco, al fine di individuare i trasgressori.”
In un prossimo futuro è auspicabile che l’applicazione dell’art. 11 della 394/91 estesa ai droni sia garantita in tutto il territorio nazionale negli ambienti dove sussistano particolari criticità.

Immagine free Pexels

Pubblicato da scrignodipandora

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