Eco-ansia: come affrontare il disturbo relativo al cambiamento climatico

DI VALERY POMARO

Considerata come una dei disturbi che affliggeranno il nostro futuro, l’eco-ansia, ovvero la paura cronica della rovina ambientale, sta lentamente consumando la salute mentale su larga scala. Vi spiego cos’è e come si può contrastare questo disturbo psico-fisico sempre più diffuso.

Eco-Ansia

 

Anche se il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico sono cominciati agli inizi del XX secolo, solo negli anni 2000 si è notata una crescente correlazione tra ambiente e salute mentale, tanto che si è arrivati a coniare un nuovo termine: Eco-ansia.

”L’eco-ansia si può definire come la preoccupazione di una catastrofe naturale imminente – alla quale si aggiunge il timore di sopravvivere – e una sensazione generale d’ansia causata delle condizioni socio-ambientali del nostro pianeta” afferma Stella Levantesi nel suo articolo su wired.it.

Si è scoperto inoltre che questo disturbo psico-fisico colpisce maggiormente le generazioni più giovani, in particolare la generazione Z.

L’American Psychological Association (APA) si è interessata a questo fenomeno nel 2017 e ha condotto quindi degli studi a riguardo.

 

Le ricerche

 

Nel 2017, Anna Kelly, svolse un’importante ricerca su un gruppo di 121 studenti australiani provenienti da diverse facoltà dell’università di Melbourne.

Studenti in corridoio che camminano

L’obbiettivo principale era quello di misurare il livello di eco-ansia negli studenti, tuttavia non era l’unico. Un altro scopo era quello di indagare sulle differenze tra gli studenti che erano iscritti a facoltà di Scienze Ambientali e gli studenti iscritti ad altre facoltà. Dai risultati emerse che, negli studenti di altre facoltà il livello di eco-ansia passava da moderato ad alto, mentre in quelli che frequentavano facoltà di Scienze Ambientali il livello era molto alto.

Un’altra ricerca promossa dal Washington Post e dalla Kaiser Family Foundation nel 2019, ha analizzato la relazione fra cambiamento climatico e salute mentale tra gli adolescenti. Il 57% degli adolescenti coinvolti ha dichiarato di sentirsi spaventato e in ansia per i cambiamenti climatici.

Caroline Hickman, professoressa all’Università di Bath e psicoterapeuta del Climate Psychology Alliance, organizzazione nata nel 2009 per studiare le ripercussioni sulla salute mentale dei cambiamenti climatici, afferma:

“Negli ultimi dieci anni il numero di persone che soffrono di ansia climatica è aumentato gradualmente e ora è un fenomeno diffuso”

Conclusione che viene condivisa anche dallo studio del Global Burden of Diseases sulla salute mentale e fisica della popolazione mondiale. Il risultato della ricerca condotta da più di 3.600 ricercatori presso l’Università di Washington, ha evidenziato che negli ultimi 30 anni la diffusione di questo tipo di disturbi è aumentata del 50% circa su tutto il globo, coinvolgendo ormai più di 284 milioni di persone.

Non tutto il male vien per nuocere

 

L’ansia climatica può interferire con il funzionamento quotidiano delle persone provocando attacchi di panico, problemi nel sonno, depressione, compromissione della vita sociale e lavorativa. Non bisogna infatti dimenticare che il senso di sicurezza è alla base dei bisogni primari umani. Tuttavia…

“L’eco-ansia non è una patologia o una malattia mentale che deve essere curata: è una risposta sana a fronte di una minaccia reale” dice Caroline Hickman.

Il senso di colpa o la sensazione di impotenza per il mancato controllo sulla natura ci spinge a combattere per eliminare la minaccia che genera l’allarme dato dall’ansia.

Si comincia quindi a comprendere che i cambiamenti climatici e i disastri ambientali riguardano anche noi, il nostro futuro e la nostra salute.

Cosa possiamo fare?

 

Domande come ”Possiamo cambiare la situazione?” o ”Stiamo facendo abbastanza?” sorgono in maniera inevitabile.

Anche se al momento non esiste una strategia per diminuire l’eco-ansia i ricercatori concordano nell’affermare che il primo passo per diminuire i livelli di eco-ansia e migliorare le capacità di coping, è di agire in modo mirato sui propri comportamenti, senza rivoluzioni ma, ponendosi obiettivi concreti a breve e medio termine – riporta la Dottoressa Manuela Fiori Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

 
 

Alcuni dei consigli forniti per superare l’eco- ansia sono anche:

  • Informarsi sui cambiamenti climatici – Imparare il più possibile riguardo l’ambiente è un modo per affrontare lo stress legato agli aspetti sconosciuti del cambiamento climatico.

  • Trovare modi concreti per fare la differenza – Attivarsi per migliorare i propri comportamenti, ma anche partecipare attivamente all’interno di una collettività che si muove per richiedere cambiamenti importanti ai governi del mondo.

  • Aggiornare i propri pensieri negativi – Focalizzare la propria attenzione su presente, evitando pensieri apocalittici, aiuta a gestire l’ansia.

  • Ricordare che non grava tutto sulle nostre spalle – É essenziale ricordare che nessuna persona potrà mai risolvere da sola un enorme problema globale come il cambiamento climatico. Sentirsi responsabili è il primo passo per affrontare il cambiamento, tuttavia per combattere l’eco-ansia è necessario capire che non tutto grava sulle nostre spalle.

  • Costruire la propria resilienza – Promuovere la resilienza, accompagnata da politiche equilibrate e rispettose dell’ambiente avrà un effetto positivo sulla psiche umana.

  • Incoraggiare un globale attaccamento alla natura – Un modo per far capire l’importanza dell’ambiente anche a coloro che non si sentono minacciati dall’attuale cambiamento climatico.

Il lato positivo

Donna nella foresta
 

L’eco-ansia non è l’unico effetto del cambiamento climatico. Sta infatti crescendo l’emozione positiva definita con il nome di biofilia, ovvero l’amore per la vita. La biofilia può essere applicata attraverso l’ecoterapia, cioè la cura che si ritrova nel verde della natura, riducendo proprio grazie ad un contatto diretto e voluto con l’ambiente naturale ansia e stress, alla ricerca di equilibrio e benessere.

 

E tu quali emozioni stai provando riguardo i cambiamenti climatici?

Cartelli con scritto There is no planet B