‘Fu Lennon a volere sciogliere i Beatles, non io’: dopo 50 anni, la confessione di Paul McCartney

di Cinzia Marongiu

“Ecco chi decise la fine dei Beatles”: Paul McCartney dopo 50 anni si toglie il pesante fardello.

È e resterà una questione senza fine, una ferita che anche oggi, che i Beatles non esistono più da 50 anni e che la metà dei componenti non è più su questa Terra (John Lennon è stato ucciso nel 1980 e George Harrison è morto nel 2001), decretando perciò la fine del sogno di rivederli insieme, tarda a rimarginarsi.

I Beatles per milioni di inguaribili fan, che con le loro canzoni sono cresciuti e si sono sentiti giovani e ribelli, continuano a essere una questione di cuore, prima ancora che di testa. Perciò la modalità e perfino la brutalità con cui la band si sciolse nel pieno del successo mondiale ma anche della creatività, firmando un capolavoro senza tempo come “Let It Be”, continua a essere questione dibattuta.

Paul McCartney stufo di essere “il colpevole”

Ora però sembra che Paul McCartney abbia deciso una volta per tutte di porre fine a pettegolezzi e ambiguità anche perché si è sempre trovato nella scomoda posizione dell’indiziato, del colpevole. E così in un’intervista alla Bbc, che verrà trasmessa su Radio 4 il 23 ottobre prossimo, anticipata da L’Observer, Paul ha dichiarato che “fu Lennon a volere sciogliere i Beatles, non io”.

E chissà quanto deve essergli costato dirlo con la forza e la disperazione di chi in tanti anni non è stato creduto. “Non sono stato io a istigare la scissione. Quello fu il nostro Johnny”, ha detto Paul, ricordando quello che ha definito come “il più difficile periodo della mia vita”.

“Un giorno John è entrato nella stanza”: la rivelazione

McCartney voleva che la band restasse unita, soprattutto perché dopo otto anni dalla sua nascita a Liverpool nel 1960 stava ancora creando “roba abbastanza buona”, come “Abbey Road” e “Let It Be”. E spiega ancora: “Era la mia band, era il mio lavoro, era la mia vita, quindi volevo che continuasse”.

E a discolparsi una volta per tutte ha aggiunto: “Non sono io la persona che ha istigato la scissione. Eh no, no, no. Un giorno John è entrato in una stanza e ha detto “lascio i Beatles”. E questa sarebbe l’istigazione alla scissione?”. Un fardello molto pesante che McCartney si porta sulle spalle da allora e di cui queste parole svelano il dolore: “Ho dovuto conviverci perché era quello che la gente vedeva. Tutto quello che potevo fare era dire di no”.

Verrà creduto dagli irriducibili? Questa dichiarazione metterà fine una volta per tutte alla questione? Siamo certi di no, anche perché il 12 ottobre in  tutto il mondo esce il libro “The Beatles – Get Back” (Mondadori), 240 pagine con la trascrizione letterale delle 120 ore di registrazione del “dietro le quinte” dell’ultimo periodo della band.

Un lavoro certosino che ricostruisce fedelmente le tre settimane della registrazione, culminata nel famoso concerto sul tetto degli Apple Studios, l’ultimo della band. Si tratta del secondo libro ufficiale deli Beatles,  dopo il bestseller internazionale “The Beatles Anthology”, ed è un’aggiunta speciale ed essenziale al documentario in tre episodi, “THE BEATLES: GET BACK”, a cura di Peter Jackson, che sarà disponibile in esclusiva su Disney+ il 25, 26 e 27 novembre 2021.

Queste sessioni di registrazione, quelle tre settimane del gennaio 1969, da cui sono nati l’album Let It Be e il film distribuito nel maggio del 1970, rappresentano l’unico momento dell’intera carriera dei Beatles in cui i quattro sono stati filmati estensivamente, mentre si trovavano in uno studio a creare e registrare musica. Le loro conversazioni sono state registrate e contemporaneamente sono stati fotografati in situazioni uniche e irripetibili. Non c’è dubbio che ognuno di noi vedendo oggi il film di Peter Jackson si farà la sua idea. E crederà a ciò che vuole intendere e vedere. (FONTE: spettacoli.tiscali.it)

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