Grazie Raffaella per ciò che hai dato a tanti di noi

DI GIOVANNI BOGANI

Addio a Raffaella Carrà, professionista formidabile, persona entusiasta, vivace, umile. Oltre a quello che è stata per tutti noi bambini della tv in bianco e nero, quel vento nuovo di energia e quel sex appeal leggero che ha portato in quegli anni difficili, ho un piccolo ricordo personale da aggiungere ai molti che verranno.

Due estati fa ero al Pop corn festival, all’Argentario. Raffaella Carrà aveva una casa lì, e aveva accettato di fare il presidente di giuria di un concorso di cortometraggi. Non c’entravo molto col festival, ma mi chiesero di condurre la conversazione con lei. E fu uno dei regali che ho avuto dalla vita.

Seduto accanto a Raffaella, mi sembrava davvero impossibile. Ero al fianco di un pezzo della storia di questo paese, del suo immaginario collettivo. E al fianco di una ragazza che ricordava gli anni al Centro sperimentale di cinematografia, aspirante attrice, amica di un ragazzo magro e nervoso che si chiamava – e si chiama – Marco Bellocchio. Beh, “I pugni in tasca” doveva farlo lei, come protagonista. Poi non se la sentì, e la storia è andata in un altro modo.

Ma rimpiangeva sempre di non aver provato davvero a fare l’attrice. E guardava con rispetto e ammirazioni quei ragazzi che erano stati capaci di dirigere un film.

Dopo l’incontro la raggiunsi, di corsa, nel parco. Un solo scatto, con la mia macchina che non funziona quasi mai. Per fortuna quella volta funzionò.

Grazie Raffaella per tutto quello che hai dato a tanti di noi.

©® Foto di Giovanni Bogani

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