I bigodini

DI GIOVANNI BOGANI

Valeva la pena arrivare fino al 2021, per vedere scomparire i bigodini dalla faccia della terra.

Quei rulli di plastica, plastica anni ’70, coperti da una superficie ruvida, sulla quale si appiccicavano centinaia di capelli, come una carta moschicida per capigliature. E mollette di latta che stavano attaccate, a formare un oggetto ripugnante, che invadeva il tuo letto, il tuo cassettone e, nell’occasione sacra dei tuoi tentativi di messa in piega, la tua testa.

Ci tenevi, ai capelli, ci tenevi eccome. I ricci, chissà che status symbol dovevano essere. Centinaia di bigodini per creare dei riccioli che forse avresti avuto anche naturalmente. E i lunghi pomeriggi a decolorare e colorare, con quei veleni di tinture che invadevano il bagno, e la spatola per passare il veleno sulla testa.

Per tanti anni ho avuto una mamma bionda con i riccioli come Shirley Temple, una via di mezzo fra Monica Vitti e Farraw Fawcett, quella delle Charlie’s Angels.

Il prezzo da pagare era vedere il bagno invaso da sacchetti di plastica trasparente con liquidi sicuramente più letali dei veleni usati contro 007. Mentre in camera tua troneggiava, dietro una tenda rigorosamente sintetica, il Casco.

Cioè, un simulacro di casco da parrucchiere, sotto il quale ti mettevi, come un’astronauta nella sua tuta. E in quell’astronave rimanevi ore, con una dedizione totale, come se tu celebrassi un rito, un sacrificio alla divinità della Permanente, il Dio delle mèches che ti parlava dal soffio di aria calda del casco.

Fra le conquiste della borghesia degli anni ’70, lo comprendo ora, c’era anche il casco da parrucchiere di plastica, e c’erano anche le tinture, fino all’Everest, la sciccheria più assoluta, le mèches fatte dal parrucchiere. Che poi ci andasti solo un paio di volte, per toglierti lo sfizio, e dire con nonchalance che ti piacevi più prima.

Non mancarono, in casa nostra, neanche le parrucche. Sintetiche come i crini della scopa Pippo, ma colorate: una bionda, voluminosa, e una in grey blending.

Oggi saresti di moda, mamma.

Ti mancava solo quella afro, da Angela Davis, da rivoluzionaria, da cinema della blaxploitation. Quel gran cesto di capelli neri ricci enorme, come nel film “Hair”. Beh, fin lì non hai avuto il coraggio di arrivare. È rimasto per anni, il casco, dietro la tenda in camera da letto, come un amante che si nasconde, e dopo un po’ nessuno ci pensa più.

Immagine tratta dal web

 

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