Il difficile mestiere di vivere

DI FRANCO FRONZOLI

Sempre più #difficile vivere ed anche convivere con questa società, imbellettata, truccata, trasformata.

Non ci sono più riferimenti, a volte si ha la sensazione di  giocare a mosca cieca,  avanzando a tentoni, con obiettivi comuni a parole ma nei fatti, disuniti.

Parliamo lingue diverse e selezioniamo solo quello che più ci conviene,  lasciando nel vuoto il resto.

Tutto si modifica in peggio, dai #giornali che seguono interessi di parte o di padroni che li condizionano, alla radio, alla televisione alle menzogne di convenienza, tutto pare variare a seconda della convenienza.

La #verità rimane una impercettibile luce in fondo al tunnel, che si allontana sempre di più.

Siamo appesi a fili che non riusciamo a tagliare, i concetti di libertà e #democrazia stanno sbiadendo.

Seguiamo diversi falsi profeti che blaterano da palchi e  dagli studi televisivi, si incartano nell’utilizzo  dei termini, perché non è facile mentire al popolo, ma loro ci riescono.

Sono parole che passano come interventi chirurgici subliminali, che fanno avvertire dolore ma, solo … dopo.

È sempre più difficile essere coerenti, perché soffocati dall’ incoerenza con dignità limitata.

Vengono fatti progetti, usando le promesse, il blaterare alle “ masse “  sostituendoli con termini ad effetto, magari studiati da spin doctor, da uomini o donne “ dietro le quinte “ .

Nel #web si vede il peggio del peggio, senza regole senza una Autority di riferimento, di controllo, tutto diventa una macchina affollata, condotta da livore, odio e maleducazione.

Viviamo in una #società che non rispetta le donne, i bambini, la verità ; non ci sono valide idee per una prospettiva futura e migliore.

Non conosciamo cosa sia la “ comunità di intenti “ , la rivoluzione pacifica, la tutela degli interessi collettivi.

Siamo proni davanti ad una lobby che usa il cittadino, non lo difende, e che spesso lo sfrutta.

Non si tutelano le persone in difficoltà, non si affrontano le tematiche della povertà, della violenza, della corruzione, della sanità, della #scuola, grandi problemi a cui non si trovano adeguate soluzioni.

Siamo come una foglia che si lascia trasportare dal vento, senza poter scegliere in quale direzione andare.

Abbiamo la capacità di giudicare e di non accettare il giudizio, di lamentarci sempre e comunque.

Ritroviamo la nostra identità solo quando si alza verso il cielo una coppa, perdendola nuovamente 48 ore dopo.

Ci dovremmo far curare da un medico bravo, sarà un paradosso ma lo ritengo calzante.

Siamo come l’Arlecchino di #Carlo Goldoni, servitori di due ed anche più padroni.

Vivere in questa società è come essere in mare e voler raggiungere un posto lontano, a bordo di un gommone bucato.

Sarò brutale, ma per fortuna, ho una età in cui mi posso concedere di dire ciò che penso.

Anni fa, non lo potevo fare…

Immagine tratta dal web

#storie#riflessione#liberopensiero#vivere#blogger

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