Il documento

DI GIOVANNI BOGANI

 

“Aspetti, che torno in auto, ho lasciato lì il documento…”.
“Sieee… per fare icché?”.

Sono in un ospedale antico di secoli, nel centro di Firenze. È sera tardi, quasi l’ora del coprifuoco. Ma sulla prenotazione c’è scritto proprio quest’ora. Devo fare una risonanza magnetica.

“Aicchégliserviddohumento?”. Non so. Per dimostrare che sono io. Che sono quello che deve fare la risonanza. Mi guarda come se fossi un marziano. E in effetti, non è che uno va a fare un esame medico rubando l’identità di un altro. Ma non si sa mai.

Stamattina c’erano centomila gradi, forse anche qualcuno di più. Ho sognato di essere in un treno che correva veloce verso una città grande nella quale dovevo scendere: ma il treno arrivava troppo presto, e io dovevo lasciare nello scompartimento tutta la mia roba. Forse voleva dire proprio questo: la fermata è arrivata, abbandoniamo i bagagli, ché tanto dove stai per andare non ti servono mica.

Avevo sparpagliato la mia roba nello scompartimento. Ma dovevo lasciare tutto lì, scendere in fretta. Dovrò scendere in fretta? Dovrò scendere in fretta da questa vita, lasciare tutti i progetti, gli appunti, i racconti non finiti, gli amori che non sono arrivati?

Stanotte, verso le tre e mezza, l’ora più buia, ho acceso la luce in cucina e c’era uno scarafaggio che correva in mezzo alla stanza. Si è lanciato come Spinazzola sulla fascia, verso la cucina economica, lì sotto dove nessuna scopa può arrivare. Non avevo mai visto comparire una blatta nella mia casa, in trent’anni che ci vivo. Gregor Samsa. Aveva paura, paura di me. E io avevo paura di lui.

Probabilmente è caduto dalla finestra sul tetto, o è uscito dal lavandino. Ma secondo me è venuto dall’alto, in questi giorni di caldo atroce le blatte camminano sui tetti e sui marciapiedi come gentleman inglesi vestiti di nero, con il cilindro e il bastone. Sono andato in bagno, ho preso tutta la candeggina che avevo. Ho passato lo straccio alle quattro di mattina, ho spruzzato la candeggina spray sotto la cucina economica. E se Gregor Samsa non era solo? Se era il primo di una colonia? Ho aspettato. Nel buio. Ho acceso la luce. E…

 

 

 

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