‘Il viaggio della strega bambina’, romanzo di Cecilia Rees che suscita empatia e rabbia per un’epoca tanto superstiziosa

di Rita Cutugno

Autore: Cecilia Rees
Titolo: “IL viaggio della strega bambina”
Editore: Salani
L’ennesimo libro sulla caccia alle streghe? Forse. Ma questo trae spunto da un diario ritrovato cucito dentro a una trapunta, il che lo rende una testimonianza su quanto accadeva in Inghilterra e poi a Salem, durante la caccia alle streghe, in un’epoca intrisa di superstizione. È un diario rimasto nascosto per più di trecento anni.
È la storia di Mary, abbandonata alla nascita, che vive con la nonna fino a quando questa viene accusata di stregoneria e condannata a morte. La bambina, rimasta sola, è aiutata dalla madre che, di nascosto, riesce a farla imbarcare per l’America, con i tanti pellegrini in cerca di nuove terre. Sulla nave Mary incontra Martha e si lega a lei. Fa amicizia con Rebekha, Jonas che è anche lui esperto di erbe e piante medicinali, eTobias. Sarà questa la sua nuova famiglia.
Affronterà molte difficoltà e si accorgerà che anche nel Nuovo Mondo i pellegrini hanno portato superstizione, false credenze e sospetti. Mary vive nella paura di essere accusata e di subire la stessa sorte della nonna, pur essendo decisa a non farsi calpestare. Lei e Martha curano le persone con le erbe, ma basta poco perché le accusino di stregoneria e la sua storia ci riporta agli anni della caccia alle streghe.
Nel suo diario, Mary racconta vicende di donne accusate di stregoneria solo per aver mescolato e usato delle erbe medicinali.
Gli altri personaggi del romanzo li conosciamo attraverso gli occhi di Mary e ci rendiamo conto di quanto troppe persone fossero preda di un fanatismo religioso malato e pericoloso. La ragazza è forte e determinata, non vuole rinnegare le sue origini e dimenticare tutto quello che la nonna le ha insegnato e di ignorare le voci che sente e le visioni che ha, perché è decisa ad aiutare il prossimo con le sue capacità.
Si troverà di nuovo nell’inferno della caccia alle streghe e dovrà fare una scelta drastica.
È una storia ben raccontata, che suscita empatia e rabbia per un’epoca tanto superstiziosa.
Si legge volentieri, è scritta bene ed è un libro che mi sento di consigliare. Leggerò il seguito e vi farò sapere. Buona lettura!
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Pubblicato da scrignodipandora

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