Johnny Depp seduce la capitale e smentisce chi lo vuole dipingere come un divo al tramonto

di Cinzia Marongiu

Johnny Depp fa impazzire Roma e seduce con un “ti amo”- il video con i fan e la sua confessione

Seduce la capitale come solo lui sa fare e smentisce chi lo vuole dipingere come un divo al tramonto. Resta un anti-divo, questo è certo. Ma la strada davanti a lui sembra tutt’altro che finita.

In migliaia accalcati contro le transenne, cori, urla, frenesia, flash a ripetizione a illuminare il cielo di Roma proprio davanti alla Cupola di San Pietro. Johnny Depp seduce la capitale come solo lui sa fare e smentisce chi lo vuole dipingere come un divo al tramonto. Resta un anti-divo, questo è certo. Ma la strada davanti a lui sembra tutt’altro che finita.

Arriva in ritardo ma gli basta pochissimo per farsi perdonare, qualche occhiolino e baci a profusione in risposta ai tanti “ti amo” che gli arrivano ai quali risponde in italiano. Jeans e blusa neri, anelli, foulard, bandane, cappello calcato sulla testa, a testimoniare che ormai l’iconografia di Jack Sparrow si è impossessata anche della sua vita quotidiana.

Appare in buona forma, magro e soprattutto pacificato con la vita che negli ultimi anni gli ha riservato non poche amarezze e una battaglia legale con l’ex moglie ancora in corso. Ma nessun rancore o disincanto lo abita, anzi. Il suo cuore da bambino ha continui sussulti proprio mentre gioca e si dedica ai più piccoli che lo adorano e che lo adoreranno ancora di più per il suo nuovo personaggio, un pennuto a cartoni animati al quale presta la voce e un linguaggio inventato di sana pianta.

Foto Ansa

La serie web animata si intitola “Puffins”, è uno spinoff del film animato Artic ed è presentata nell’ambito di Alice nella città, sezione collaterale della Festa del Cinema di Roma. Ma tutti sono qui per ascoltare il suo “verbo” dispensato in un’ora e mezza di masterclass andata sold out in 4 minuti nelle settimane scorse.

Depp non nasconde affatto che tra lui e Hollywood si sia consumata una separazione.

Anzi, in realtà appare più sorpreso che questo distacco ci sia stato dopo così tanti anni di attività visto che “agli Studios non è mai piaciuto il mio approccio al cinema e mi ingaggiavano come se non avessero visto quello che avevo fatto in precedenza. Il mio approccio, poi, è sempre rimasto lo stesso.

Le scelte più importanti che ho fatto rispecchiano i ruoli che ho interpretato, ma anche e soprattutto i tanti ruoli che ho rifiutato, quelli che mi consigliavano con insistenza gli agenti per non farsi sfuggire dei soldi,  in cui ero uno con la pistola o andavo a letto con la ragazza del film.

Poi è arrivato Jack Sparrow ed è stato importate per me infiltrarmi nel campo nemico, la Disney”, dice con un sorriso ironico e dopo una pausa ad effetto, mentre gli applausi scrosciano.

“Per 20 anni mi sono imposto a Hollywood con questi film grazie a voi. Ed è stato bello. Io stavo facendo crescere mia figlia. Per tre anni mi sono occupato di questo e mi chiedevo perché non posso interpretare un personaggio alla Bugs Bunny  o alla Will Coyote?

 Quando guardi i cartoni credi a ciò che succede anche se è assurdo. Ecco, io volevo un personaggio da cartone animato. Ed è arrivato Jack Sparrow. All’inizio i parametri erano molto stretti ma io col tempo ho cercato di allargarli”. E così dicendo mima il gesto tra le risate del pubblico.

La chiacchierata va avanti non senza intoppi perché Depp è sensibilissimo a qualsiasi richiamo da parte dei suoi fan adoranti e pur di ascoltarli e di esaudirne tutte le richieste se ne infischia della scaletta da rispettare. E il pubblico ovviamente apprezza e lo ama ancora di più.

A chi gli chiede quali siano i suoi personaggi preferiti però Johnny Depp fa questa confessione:

“Agli inizi della mia carriera avevo un contratto di 7 anni con uno show televisivo che non mi piaceva per niente. Ho fatto di tutto per farmi cacciare, compreso farmi sbattere in prigione. E alla fine ci sono riuscito perché davvero volevo liberarmi di quel contratto. Ho sempre rigettato le sceneggiature standard e le  formule stereotipate. Tra l’altro non è che volessi fare l’attore a tutti costi. Mi andava bene anche il muratore o il benzinaio. Ma mi piacciono le storie vere. E l’ho capito quando mi è arrivata la proposta per fare una parte in “Cry Baby”, che resta uno dei miei ruoli preferiti. Lì ho capito che quello per me era un terreno solido e congeniale. L’altro personaggio che mi ha fatto sentire con due piedi ben piantiti sulla terra è stato “Edward Mani di Forbice”.

Depp parla anche della sua passione per la musica,  della sua band gli Hollywood Vampires e dei concerti nei quali è stato ricoperto d’affetto come quello “che ho fatto a Lucca nel 2018. Per me era un periodo doloroso e voi mi avete sostenuto con la vostra gentilezza”.

Non annuncia nuovi progetti ma precisa la sua linea che poi è quella di sempre: “Io faccio film per raccontare storie in cui credo. Hollywood si muove invece su altri binari, cerca di farti fare cose che non capisci e ti ritrovi preda di un ambiente dove c’è tantissimo rifiuto e shaming.

Credo che per imparare a recitare e a raccontare davvero storie invece serva soprattutto eliminare la paura. La paura dentro di sé non ha alcuna caratteristica di redenzione.

Con la paura ti vogliono forgiare, spingere in qualche ambito che non è il tuo. E invece ognuno di noi deve essere ciò che è, rispettando i propri sogni più belli e facendoli venir fuori nelle giuste circostanze.

Credo che uno dei modi migliori per fare cinema sia parlare con le persone, specie quelle che soffrono e che magari sono avanti con gli anni”. (FONTE: spettacoli.tiscali.it)