#Julia Roberts e l’atto liberatorio del “Gray blending”

DI GIOVANNI BOGANI

Si chiama “gray blending”. Non è proprio una moda: è, piuttosto, il segnale di una liberazione. Potremmo tradurlo con “qualche tocco di grigio”. Dove? Fra i capelli. In altre parole: basta con le tinture, lasciate che le ricrescite vengano a me. In altre parole ancora: grigio è bello.

Accettare il tempo che passa. Smetterla con l’obbligo di sembrare giovani ad ogni costo. Dopo gli anni delle tinte, delle mèches, ma anche della chirurgia plastica, del silicone e del botox, forse è un piccolo passo verso una diversa idea di bellezza, di glamour. Un atto liberatorio che stanno abbracciando molte donne. Il gray pride, se vogliamo.

Julia Roberts, 53 anni, è stata fotografata mano nella mano per le vie di New York con il marito Danny Moder. E non nasconde il grigio dei capelli, che si mescola al biondo. Ha la mascherina, nelle foto: ma sembra quasi di vedere, lì sotto, il suo magnifico sorriso, quello che da “Pretty Woman” in poi l’ha consacrata come una delle donne più belle, più luminose, più raggianti di Hollywood. Tre figli, un amore che dopo vent’anni di matrimonio non sembra scolorire: “Ogni giorno lo vedo entrare dalla porta ed è come se fosse un sogno”, ha dichiarato, parlando del suo uomo, che fa parte del mondo del cinema ma non è famoso, è un cameraman. Anche questa è una scelta.

Julia Roberts non è sola. Come lei, mostrano capelli grigi orgogliosamente, sui social, Andie Mac Dowell, Jodie Foster – l’abbiamo visto poche settimane fa a Cannes – Sarah Jessic Parker, la principessa Carolina di Monaco, la regina Letizia di Spagna. E come loro, migliaia e migliaia di donne meno famose, ma ugualmente orgogliose delle loro sfumature argento. Se, prima, c’era George Clooney a regnare, con il fascino dei suoi capelli sempre più bianchi – e Richard Gere prima di lui – adesso il glamour gray investe anche l’altra metà del cielo. La migliore.

Come mai proprio adesso? C’entrano di sicuro la lotta all’ageism, ovvero la discriminazione sulla base dell’età – la “rottamazione” tacita o esplicita degli over 40 – e c’entra anche la pandemia, che ha spinto molte persone verso il minimalismo estetico. Come il presidente Mattarella, anche loro non avevano a disposizione il parrucchiere. E allora, hanno scoperto che grigio è bello, e che naturale è meglio che artificiale.

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Pubblicato da scrignodipandora

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