La Certosa di Padula, viaggio tra cultura e arte, in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato

DI SIMONA MAZZEO

Immersione innovativa nell’arte e nella cultura di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato

Oggi voglio raccontarvi di un borgo campano situato nel Vallo di Diano, che è forse tra i più affascinanti della Regione. A conferirgli tale primato contribuisce sicuramente la maestosa Certosa di San Lorenzo, che è uno dei siti monumentali barocchi più belli d’Italia, ma visitando Padula si capisce subito di trovarsi in un luogo dove l’incanto è continuo.

La prima cosa che mi colpisce, ogni volta che torno a visitarla (confesso che è un luogo in cui amo tornare) è la vista della città dal basso. Quelle casette incastonate nel cielo sembrano essere state disegnate da un artista e messa ognuna al posto giusto come in un quadro. A seconda dell’ora e delle condizioni meteorologiche, il paesaggio cambia e i colori creano uno scenario diverso e nuove emozioni.

Dopo questo emozionante esordio si può iniziare la visita della Certosa, un ex monastero che oggi è uno dei complessi monumentali più grandi del sud d’Italia e tra più vasti d’Europa, patrimonio Unesco.

Essa si si estende su di un’area di ben 51.500 mq e conta circa 350 stanze, tre chiostri, un giardino, un cortile ed una chiesa.

Già la corte esterna, da cui si può ammirare la fantastica facciata, lascia intuire di trovarsi in un luogo spettacolare. Attraversata la biglietteria si giunge nel chiostro della foresteria, nelle cappelle, nella Chiesa e nella Sacrestia. In particolare durante la mia ultima visita nella Chiesa era presente una restauratrice intenta a lavorare con fare minuzioso alla conservazione di quelle bellezze ed essa stessa, in quel contesto, sembrava essere un’ installazione artistica, al punto che ho voluto fotografare quel momento.

Da non perdere assolutamente è la visita della cucina che apparirà, ai più attenti, un luogo familiare. In essa infatti negli anni 60, precisamente nel 1967, l’attrice Sophia Loren, già premio Oscar, girò alcune scene del film “C’era una volta”, per la regia di Francesco Rosi, ispirato alla favola napoletana “Lo Cunto de li cunti” di Giambattista Basile. Fra i protagonisti anche Omar Sharif.

Il chiostro è il più grande d’Europa e la sua maestosità lascia letteralmente senza fiato. Non è da meno quanto a bellezza il Giardino del Priore e sembra indirizzato al cielo il famoso scalone ellittico vanvitelliano da dove ad un certo punto si può ammirare un meraviglioso scorcio del paese.

Fanno un certo effetto anche le celle dei monaci, mentre alcuni ambienti come le Cantine e la Biblioteca sono visitabili solo previa autorizzazione da parte della direzione del Monumento.

Ma c’è un’altra cosa che vi stupirà. In tutto quel contesto che vi trasla in un passato in cui quei luoghi erano abitati dai monaci, l’area delle derrate alimentari è stata munita di schermi giganti e così l’innovazione s’insinua attraverso il video-racconto (anche in inglese) della vita dei certosini nella corte esterna, delle loro abitudini alimentari. Un video in particolare parla della Spezieria e del lavoro che svolgeva lo speziale.

Il Battistero di San Giovanni in Fonte

Poco distante dalla Certosa è possibile visitare il Battistero di San Giovanni in Fonte che è il più antico battistero paleocristiano d’Occidente, essendo stato eretto nel IV secolo d.C.

L’unicum di questo monumento è rappresentato dalla particolarità che la sua vasca battesimale non veniva riempita artificialmente, ma riceveva l’acqua in maniera naturale in quanto realizzato su una sorgente perenne. Ciò consentiva il Battesimo per immersione. Tale unicità assumeva connotati miracolosi quando ogni anno, durante la notte di Pasqua, riservata ai Battesimi, la sorgente si gonfiava e riempiva di acqua la vasca. Una peculiarità che richiamava folle di fedeli desiderosi di assistere al miracolo delle acque.

I Battisteri sono luoghi sempre molto misteriosi, anche perché non ne sono stati ritrovati molti nel mondo e questo di Padula merita davvero una visita.

La scoperta continua poi nel suggestivo centro storico di Padula dove è possibile raggiungere, passeggiando tra le viuzze e i portali in pietra, la Chiesa della Madonna del Carmine, il Sacrario dei Trecento, il Museo di Joe Petrosino, il Museo Civico Multimediale, il Museo didattico della Pietra ed il Museo del Cognome.

In particolare nel Museo Civico Multimediale, ospitato nel Palazzo Brando, si può rivivere la storia millenaria di Padula e del Vallo di Diano, dalla preistoria all’Ottocento, attraverso supporti multimediali. E addirittura, al piano superiore del Palazzo, si può partecipare attivamente al processo con imputato Carlo Pisacane, eroe della Spedizione di Sapri del 1857. Un’esperienza davvero particolare!

Ma l’atmosfera s’impregna di forte suggestione visitando la Casa di Joe Petrosino, un museo allestito nell’abitazione natale del poliziotto italo americano che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia e che fu assassinato dalla criminalità organizzata.

Suggerimenti di viaggio

E’ possibile l’ingresso alla Certosa, alla Casa Museo Petrosino, al Museo Civico Multimediale e al Battistero con un unico biglietto integrato “Sistema Padula” del costo di soli 10.00 euro (biglietto intero), 6 euro (young 18-25 anni), 3 euro (6-17 anni) e 0 euro per i minori di 6 anni. Il biglietto è valido per 48 ore.

Il tutto è piuttosto ravvicinato e piacevole da raggiungere anche a piedi, quindi suggerisco di indossare scarpe comode.

Dove mangiare e dormire

Se volete rimanere al Centro di Padula raccomando di fare una pausa pranzo al Ristorante Porticum Herculis di Villa Cosilinum, che ha una sala ristorante molto caratteristica con pareti affrescate e propone ottima cucina cilentana con ingredienti semplici e genuini. Vi invito ad assaggiare le patate, sono eccezionali (non a caso ad agosto di ogni anno qui viene organizzata la festa della patata di montagna). Mi ha colpito particolarmente la cantina nella roccia. Vi si accede scendendo in un cunicolo roccioso dove le coppie possono scattare una foto romantica tra pietre, bottiglie di annata e caciocavallo in stagionatura. A Villa Cosilinum è possibile anche dormire.

A circa 3 -4 km dal centro di Padula vi stupirà Fattoria Alvaneta, un luogo magico, completamente immerso nel verde, che gode di una posizione privilegiata tra boschi di roverella e castagno e da cui si gode di una vista spettacolare. Ottima la cucina a base di prodotti a km zero, freschi e genuini. Gli ortaggi con cui vengono preparati deliziosi contorni arrivano in tavola senza alcun tipo di trattamento, perché la coltivazione segue tecniche tradizionali e naturali.

Qui è possibile anche soggiornare per vivere l’azienda e la fattoria e magari percorrere i sentieri rurali della zona, per un’esperienza nella natura incontaminata del Vallo di Diano.

Poco distante da Padula, merita una tappa anche l’Agriturismo Macchiapiede dove, in particolar modo, vale la pena assaggiare il risotto allo zafferano locale, realizzato utilizzando anche del formaggio allo zafferano prodotto dall’azienda. E non perdetevi gli eccellenti liquori allo zafferano. Io li ho graditi davvero tanto.

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