La parola che trasforma

DI FRANCO FRONZOLI

La parola trasforma il pensiero in concetto, quindi ci troviamo dove c’è libertà, nella libera espressione.

Ma è sufficiente?

Non è sufficiente perché il concetto trasformato in parola deve essere ascoltato e se del caso discusso.

Se vigesse la regola del “ non ascolto “ che cosa servirebbe parlare, pensare e trasformare il tutto in concetto?

Nulla.

Quante volte ci capita di assentire a chi ci parla senza ascoltare, solo per accondiscendenza?

Spesso.

Quante volte davanti ad un mezzo di comunicazione, ci distraiamo, spesso volutamente per poi dire che si è capito tutto.

Solo i saccenti, trasformano il nozionismo in consapevolezza dell’ascolto e della conoscenza, falsamente ; sono coloro che cercano di convincere gli altri di essere  colti, di sapere le “ cose “ .

Purtroppo i saccenti , e nei mezzi divulgativi c’è ne sono a iosa , vengono ascoltati , ma anche “ applauditi “ .

La cultura si forma nel trittico : ” pensiero, parola, conoscenza “ , in simbiosi tra loro.

Va di moda, come si suol dire il “ parlarsi addosso “ , far rotolare le parole per accontentare il proprio “ ego “ .

Ascoltare è molto meglio che parlare , lo ha ripetuto più volte Papa Francesco .

Ascoltare ed assimilare, ascoltare e capire, ascoltare e riflettere su quello che si è ascoltato.

L’ascolto dovrebbe essere considerato una “ virtù “ e la parola il risultato dell’ascolto.

Abbiamo esempi deleteri di come la parola viene mortificata, svilita, umiliata e dietro a quelle parole non può esistere pensiero.

Poi ascoltiamo persone che sanno parlare, comunicare, essere incisivi nel loro eloquio.

Infine ci troviamo difronte a coloro che , volutamente, parlano per non far capire.

Esiste la libertà senza pensiero?

Mai esistita.

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