La partita

DI DOMENICO IANNACONE

Ieri durante quegli interminabili momenti in cui si stava compiendo il destino di Eriksen abbiamo compreso con maggiore chiarezza il legame labile che c’è tra la vita è la morte. Sono stati minuti tragici in cui ognuno ha visto in quel corpo inerme se stesso. Non c’era più distanza ‘epica’ tra calciatori e uomini. E’ come se tutti avessero fatto e avvertito contemporaneamente sul proprio corpo quel massaggio disperato. Anche quel cerchio, che i compagni hanno formato in segno di protezione contro la tentazione delle telecamere di narrare l’estremo limbo dell’esistenza , sono qui a ribadirci che la vita è sacra e vale sempre di più di una partita di calcio.

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