La ricerca

DI RICCARDO ANCILLOTTI

In alcuni ritagli di tempo Tania, si dedicava a spulciare tra le cose che erano state di sua madre.
Non era una ricerca maniacale la sua, ma desiderio di conoscenza.
Vecchie foto, assieme ad oggetti personali, le davano la sensazione, ogni volta di ricostruire un frammento di vita passata di Annalisa.

C’erano lettere, appunti, poesie, e un’infinità di piccole cose, che Tania, aveva visto transitare davanti i suoi occhi anni addietro. All’epoca , senza alcun significato apparente, ma che oggi invece lo acquistavano.
Piccole cose, che però indicavano inequivocabilmente, percorsi sentimentali, emotivi ed esistenziali di una vita. Non di una vita qualsiasi; ma quella di sua madre.

Nello sfogliare quel materiale, si facevano piccole grandi scoperte ed ogni volta era un po’ come far resuscitare figure e persone che avevano popolato quell’esistenza e come sempre accade, con la morte della ‘protagonista’ avevano perso importanza, od interesse agli occhi di chiunque. Ma non a quelli di sua figlia!
Lei, si riproponeva di farli uscire dall’oblio del tempo trascorso, perché la vita deve continuare e non si deve buttare niente di ciò che può esserle utile, pensava.

Quali amici ed amiche l’avevano accompagnata attraverso gli anni della sua prima gioventù ?
Felipe, ad esempio, era un ex compagno di scuola di Annalisa, che compariva spesso nelle foto e nei ricordi fin dalla sua prima adolescenza..
C’erano alcune sue lettere, una poesia che lei gli aveva dedicato ed innumerevoli foto.
Tania, non lo aveva mai conosciuto di persona, anche se ricordava che sua madre qualche volta gliene aveva parlato, come uno dei suoi primi amori!
Non fu difficile per la ragazza, nonostante gli anni trascorsi, riuscire a sapere dove viveva e cosa faceva , così lei decise di andare a trovarlo.
Per dirgli cosa?
Niente!…Voleva solo vedere chi era adesso, quale effetto avesse avuto il passare del tempo su di lui. Nient’altro che questo.

Vania, si mostrava critica, con l’amica, per questo suo comportamento, un po’ maniacale!: “..Ti dico la verità! A me darebbe fastidio, sapere che qualcuno va a frugare nel mio passato, quando non ci sarò più ! Anche se chi fruga fosse mio figlio!” sostenne.
“Mi rendo conto di aver comunicato troppo poco con mia madre!…E’ una lacuna che ho bisogno di colmare in qualche modo.” fece presente Tania, e l’amica annuì sorridendo alla sua maniera: “Va bene, va bene!..Vengo con te! Gli uomini maturi, lo sai che m’intrigano, no !?” dichiarò infine.
Le due donne fecero ritorno da Firenze, a sera inoltrata.
Ritornare verso il litorale, lasciandosi dietro l’afa che aveva caratterizzato le poche ore di permanenza in città, era un indubbio sollievo!

Alla guida dell’auto c’era Vania, per cui fu Tania a rispondere al telefono cellulare dell’amica, quando questo squillò.
Era Luciano, che chiedeva notizie e fu subito informato del loro imminente rientro a Pisa .
“Che fai stasera? Ti vedi di nuovo con quel Giovanni ?”
Chiese Vania, a telefonata ultimata.
“Non credo proprio…! Mi ha telefonato anche poco fa, ma non ne ho voglia!” rispose lei scuotendo la testa.
“Allora cosa fai ? Vai a casa a ..riflettere ?” la incalzò sibillina Vania.
“No, mi rilasso leggendo qualcosa !” dichiarò , poi quasi a voler replicare ad un giudizio non espresso dell’amica, su quel loro viaggio a Firenze, aggiunse, “Però…ne è valsa la pena, sai !?” sostenne
“Oddio..!? In fondo lo credo anch’io !” dichiarò Vania.

“Non c’è che dire, è un tipo strano, ma nemmeno poi tanto!….Io in effetti credo che sia assai più normale di noi!…” asserì, per poi ammettere, “..Ci dà un certo fastidio, perché è diverso! Tutto qui!”
“A me non dava fastidio, anzi…!” replicò Tania.
“Va bè!..Non fare la snob, dai. Non faresti quella vita per più di una settimana.”
“Sai che non lo so ?…” mormorò ancora lei, “..La sua…è una vita speciale!..Non lo pensi anche tu !?” domandò con fare decisamente esclamativo, tanto che Vania annuì quasi subito:
“Certo che lo penso, perdiana!..” esclamò a sua volta, aiutandosi con lo sbattere di ambedue le mani sullo sterzo, “…Il nostro problema, però è che siamo ‘belle inquadrate’ in questa vita fatta di ‘regole’, che non abbiamo scritto, ma che accettiamo, cercando per quel che possiamo di cambiarle.

Se tutti facessimo, come lui; vivere solo del proprio ingegno, alla giornata, finiremmo tutti sotto i ponti e per i ‘papponi’ di sempre sarebbe ‘la pacchia’!” ci tenne a precisare.
“Già..perché ora cosa fanno ?” si domandò Tania, a malincuore.
“Dipende molto dall’impegno che ci mettiamo” replicò la più motivata Vania, “..Sono sicura che Annalisa, sarebbe d’accordo con me !?”
“La so..” sbottò Tania, sorridendo “..Mia madre avrebbe potuto essere la tua…?!”
Vania, rise.
“Non essere sciocca!..Ho ragione, o no ?” insistè.

L’altra annuì:
“Io quando ho detto che ne è valsa la pena, intendevo solo dire, che incontrare questo Felipe Gonzalez, mi ha fatto capire che non ha senso frugare nel passato delle persone, quando si sono persi i contatti con queste per anni ed anni.
Il più delle volte finisci per trovarti di fronte un’altra persona! Non quella che conoscevi un tempo!” commentò Tania.
“Anche codesto è vero! Ma credo che quel Felipe, sia cambiato davvero poco da allora! …Ha messo su casa sopra la ‘nuvola’ e non ne è più sceso.” sindacò Vania.
L’amica però non parve particolarmente entusiasta di quanto aveva affermato per cui, approfondì l’argomento: “ Lo so che tu pensi, dipenda dal mio innato rifiuto per chiunque cerchi di leggermi nel pensiero !?…”
“Perché, non è forse vero ?” intercalò Tania.

“E’ così, ma tu guarda il ritratto che mi ha fatto!?..” esclamò indicandolo. Era appoggiato sul sedile posteriore, “..Questa non sono io! ..E’ solo il frutto della sua fantasia. Vede le cose come vuole lui, non come sono nella realtà!”
Tania, prese il dipinto a lapis e lo scrutò sorridendo:
“In effetti… Il mio ritratto assomiglia al tuo!…Sarà l’occhio dell’artista ?” si chiese ironica.
“Più che un’artista ‘Di strada’, secondo me è uno….che cerca ancora la ‘Sua strada’ !..” puntualizzò l’altra, continuando con, “…Per questo è stato interessante incontrarlo, a mio avviso! Per scoprire un altro ‘reperto storico’ di quella generazione ‘rivoluzionaria’ fine anni sessanta, che è rimasto ‘scioccato’ dai tempi.

Uno di quelli che non ha prodotto cambiamenti nella società! Uno abituato a seminare, senza nessuna voglia di ‘coltivare’ però!..Un esempio, da non seguire, insomma!”
Tania, scosse il capo e segnalò:
“Non c’è che dire!..Sei una ‘politica’ nata, tu !”
“Questo, non lo so! Ma so per certo che compito della politica, non è quello di enunciare principi ed esaltare ideali, ma lavorare per realizzarli.
Nella botteghina ‘boemienne’ del nostro Felipe, avrai sicuramente notato esposta in bella mostra l’ultima frase di Ernesto Che Guevara ?..”
“Si..” rispose Tania, declamandola a memoria, “Spari pure colonnello, sarò utile da morto, come lo ero da vivo!”
“Bene, allora ammetterai, che suona un tantino strana nel contesto di una vita come la sua, vissuta ai margini di qualsiasi impegno sociale. Vada pure per la denuncia, ma poi ?…” sentenziò Vania.
Tania, riflettè qualche attimo prima di pronunciarsi, poi disse la sua:
“In fondo cosa ne sappiamo noi di lui? Le nostre sono solo impressioni, avute parlando con una persona vista per la prima volta e condizionate dalla difficoltà di capire ciò che e ‘diverso’! Solo quello.

Un uomo che non ha ancora cinquant’anni e nel fisico, ne dimostra più di sessanta.
Un uomo trapiantato qui dal suo paese di origine; il Venezuela, ad appena dieci anni ed orfano.
Da solo in un paese straniero. Dall’altra parte del mondo.
Che fine avremmo fatto noi due, al suo posto ?
No! Scusami, ma non me la sento di giudicarlo!” sbottò alla fine, scuotendo vistosamente la folta capigliatura, a voler rafforzare il proprio dissenso.
“Sarà anche un mio difetto.” replicò l’amica, “…ma sai, io parlo di ciò che vedo!…In fondo l’abbiamo cercato noi!?
Eri tu, che sentivi il bisogno di conoscerlo!?…..”

Le parole di Vania, cercavano in qualche modo, di distanziare la figura di Annalisa, da quella di quell’uomo di mezza età, del quale, in definitiva loro due sapevano altro che poco e ciò nonostante stava diventando un’icona delle incertezze.
Alto, una lunga coda di capelli grigi che gli scendeva fino a raggiungere il fondo schiena e con i tratti del volto che confermavano inequivocabilmente la propria origine andina.
Se a Tania, poteva stimolare sentimenti contrastanti, anche per la sua provenienza da quella parte del mondo, dove avevano vissuto i suoi antenati, per Vania, invece era poco più che un pittoresco personaggio, che aveva fatto della propria vita una sorta di alibi per non affrontarla.

Un soggetto contagioso, per uno stato d’animo in crisi, come quello dell’amica.
Si, fondamentalmente era questo che aveva pensato Vania, fin dal primo approccio. Ed era quello che continuava a pensare.
“Personalmente, non ho assolutamente niente contro di lui!..”precisò, a quel punto, “… cerco solo di non farlo diventare, come dire….un ‘simbolo incompleto’ di questa tua fobia di sapere di più su tua madre.
Annalisa è, e sarà sempre solo quella che hai conosciuto in vita. Dai retta a me !’
Erano tanto giovani, all’epoca!…

I suoi amori di allora, hanno ben poco a che vedere, con le sue eventuali difficoltà sentimentali dei suoi ultimi anni di vita!..? “ comunicò Vania, strizzandole poi l’occhio, con un incoraggiante sorriso.
“Cosa fai, mi proteggi ?” domandò Tania, all’amica, con una punta di rimprovero.
Ma l’altra scosse drasticamente il capo:
“ Ah Tany !?…Ho più bisogno di protezione io di te !…Non credo nemmeno di avere la vocazione della madre.
Voglio solo raccontarti un particolare ..” dichiarò poi, “ Quando i miei si sono separati; due anni orsono, mio padre disse: ‘So benissimo che tra una trentina d’anni, il tempo mi darà ragione, ma questo non mi aiuta affatto a convincermi per un giorno ancora ad accettare, di essere dalla parte del torto!’ .
Beh, io le ho dato questa lettura: ‘Quando una decisione è matura, non è più tempo di aspettare !’

Poi però mi sono detta; non sarà che è una scusa per evitare di combattere? Ed ancora; Sarà per egoismo o per presunzione ? Infine ho capito!
Sono solo cavoli suoi e di mia madre! Che diritto ho io, di voler entrare nella loro vita? Dopo che con loro ho sempre rivendicato la mia indipendenza!?
Tanto è vero che adesso vivono tranquillamente ognuno per proprio conto e quando s’incontrano, vanno d’accordo come non mai.
Morale: E’ già difficile occuparsi di se stessi ! Occuparsi degli altri, se non viene richiesto, è solo dannoso! ” concluse.
“Ma tu ti preoccupavi di loro, perchè gli vuoi bene!..” obiettò Tania, ma l’altra scosse il capo;
“No…Io li giudicavo e basta!…Adesso gli voglio bene!”

Immagine tratta dal film