L’abitudine all’inatteso

DI MARCO ZUANETTI

Punti di Luce. Emozioni Inattese. Qua. E. Là.

“Noi non vogliamo perdere niente del nostro tempo;
forse ce n’è di meglio, ma è il nostro tempo; non abbiamo che questa vita da vivere” .

‘Esistiamo veramente solo quando irradiamo tempo, quando dei soli sorgono in noi e noi ne dispensiamo i raggi che illuminano gli istanti’. (Cfr. E.M.Cioran).

Assistiamo allora a quella volubilità delle cose, sorprese, di essere giunte alla esistenza, impazienti di sfoggiare il loro stupore nelle metafore della luce/tenebre.

Tutto si gonfia e si dilata per acquisire l’abitudine all’Inatteso.

Produzione di meraviglia. Di Notti. Di luci. Di cielo. Di Stelle. Di insolito.
Tutto converge verso di Noi, perché tutto fa parte di Noi.

Può la mente concepire tanta luce/buio e questo tempo che improvvisamente si muta in semplice desiderio di eternità ?

E. Così. Parafrasando Nietzsche. Cerchiamo regole, forme, canoni. Ma non cogliamo mai il reale funzionamento del mondo.
La vera forma di tutto quello che è fuori di noi.
E. Quello che è dentro di noi.

E. Questo. Per gli uomini è un eterno mistero.
E. L’incapacità. Di risolvere questo mistero ci terrorizza.

Ci costringe ad oscillare tra la ricerca di un’armonia possibile. E. L’abbandono al caos.

E. Così . Tentiamo di Essere radice e terra. Cima e orizzonte.

Vagando. Per acquisire l’abitudine all’Inatteso.