Libertà d’espressione: in America è uno dei pilastri della Costituzione, sacrosanto e inviolabile

di Maria Parente

E’ vietato al Congresso di fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione o per proibirne il libero culto; o per limitare la libertà di parola, o di stampa; o il diritto del Popolo a riunirsi in forma pacifica, e a presentare petizioni al Governo per la rettifica di torti subiti”: il Primo Emendamento della Costituzione Americana afferma che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

E’ una libertà fondamentale sancita dai padri costituenti fin dal 1791, col cosiddetto Bill of Rights, e garantisce molte libertà, come il diritto di pubblicare le notizie (libertà di stampa), quello di praticare oppure no una religiosità (libertà di religione), il diritto di richiedere un corso di azione da parte del governo (libertà di petizione), e quello di raccogliere per esprimere le proprie opinioni in modo non violento (libertà di riunione).

FREE SPECH, HATE SPEECH-Il diritto alla libertà d’espressione, in America, è considerato uno dei pilastri della Costituzione, sacrosanto e inviolabile. I l Primo Emendamento della Costituzione Americana afferma che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

E’ una libertà fondamentale sancita dai padri costituenti fin dal 1791, col cosiddetto Bill of Rights, e garantisce molte libertà, come il diritto di pubblicare le notizie (libertà di stampa), quello di praticare oppure no una religiosità (libertà di religione), il diritto di richiedere un corso di azione da parte del governo (libertà di petizione), e quello di raccogliere per esprimere le proprie opinioni in modo non violento (libertà di riunione).

Un vasto ventaglio di possibilità per esercitare ed esprimersi confinato a ben poche limitazioni o deroghe, tra questi menzionato il tema dell’hate speech, più specificamente quello dell’odio razziale, anche se nelle numerose decisioni della Corte suprema che fino a oggi l’hanno interpretata si rinviene chiaramente l’ esclusione dello hate speech dalla protezione del Primo emendamento ad eccezione delle «parole bellicose» intendendosi quelle una volta espresse, recano nocumento o tendono a stimolare un immediato turbamento dell’ordine pubblico.

Anche se il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è tutelato dal primo dei dieci emendamenti della Costituzione federale, e rappresenta un fondamentale principio del sistema democratico statunitense, ha comunque le sue limitazioni, perché non evidenzia i limiti legati ad alcune professioni o le demarcazioni a secondo il lavoro svolto.

Per esempio, gli insegnanti della scuola pubblica sono dipendenti dello Stato e come tali sono in una posizione molto particolare perché l’interesse dei distretti scolastici è quello di fare in modo che i messaggi che gli studenti ricevono siano in linea con gli obiettivi, la visione del distretto e del curriculum. Perciò, il Primo Emendamento non assicura ai docenti la libertà di espressione in presenza di minorenni, e spesso anche in contatto con adulti.

Il Free Speech sta alla base della teoria liberale americana e dei diritti del singolo nei confronti del potere costituito. L’ordinamento statunitense si configura come un sistema di libertà dallo Stato più che di libertà nello Stato e la libertà di parola del singolo può cedere davanti ad altri diritti costituzionalmente tutelati solo entro margini molto stretti. In questo contesto, la tutela dei diritti del singolo diviene prioritaria rispetto alla tutela dei gruppi e, ancor più, alla tutela dei gruppi religiosi: solo la blasfemia può essere considerata espressione estrema del diritto alla libera manifestazione del pensiero.

LE DIFFERENZE-In Italia il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero si differenzia dalla normativa statunitense che riceve la protezione del primo emendamento anche quando ciò risulti fortemente problematico, ovvero quando il diritto di critica sia stato espresso in maniera verbalmente aggressiva. Per chiarirci: in un post concernente un fatto di cronaca, si commenta la morte per annegamento di un ivoriano. L’infelice affermazione utilizzata di “uno di meno” da parte di un membro, su quel portale è stato considerato una incitazione al razzismo con tutte le conseguenze del caso, negli Stati Uniti sarebbe stato senz’altro un “dissenso rispettato”.

Negli Stati Uniti, di converso, l’offesa perpetrata in segno di odio e disprezzo nei confronti dei neri, sarebbe protetta dal primo emendamento in quanto non si tratterebbe di un insulto diretto a una specifica persona e non ha integrato una vera e propria minaccia. Chi protesta pubblicamente non può essere punito per le idee che esprime attraverso la protesta, però può essere punito per non aver rispettato le norme che regolamentano i modi attraverso cui qualunque protesta deve essere posta in essere.

da bluedossier.it

Pubblicato da scrignodipandora

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