Libri- Aldo Palazzeschi: Le sorelle Materassi

DI ROBERTO BUSEMBAI

 

Anche lo spirito e l’anima hanno bisogno del divertimento, della sana ironia e del puro e chiaro vortice degli avvenimenti, avvenimenti letterari intendo, e come non potere nominare e ricordare per lo svago nella mente, in questi giorni, il divertente e spassoso libro di Palazzeschi con le Sorelle Materassi.

Divertente ma anche ben strutturato e esplicativo, un documento di un’epoca ormai andata, ma non poi tanto lontana, in cui ognuno teneva del suo e se ne faceva vanto, ognuno si occupava dell’altrui e se ne rodeva anche o criticava, un tempo in cui il ricco era tale e il povero soggiogava, ma non poi quel tanto che appariva, come poi anche il ricco non era poi tanto tale, come dava a sembrare.

Sono sincero, ho goduto di questo libro conoscendone nel lontano 1972, allora poco più che 17enne, lo sceneggiato televisivo che ne fu tratto, uno sceneggiato dove le sorelle Materassi erano interpretate da due colonne del Teatro italiano, Rina Morelli e Sarah Ferrati nella parte di Carolina e Teresa.

Le due sorelle ricamatrici e divenute ricche per i loro raffinati e sorprendenti lavori di cucito, ricchezze che non hanno mai avuto il tempo di goderne i piaceri, tanto erano indaffarate nel loro lavoro.
Poi ho letto il libro e vi assicuro che è ancora più spassoso e istruttivo, loquace e ironico al tempo giusto.

Queste due “anziane” signorine descritte con cura e nessuna parsimonia, affiancate da una terza, assai più giovane, Giselda (nello sceneggiato la grande Nora Ricci), delusa da un passato matrimoniale e da un amore che ancora tiene romanticamente in dosso, ma che sa il fatto suo e non vede di buon occhio quelle “due” che scimmiottano il loro benestare ammazzandosi di lavoro e basta.

A completare la scena l’intraprendente, fedele e spassosa domestica Niobe(un’interpretazione indimenticabile di Ave Ninchi) che fa di tutto per tenere, come si suol dire in gergo, la barca pari.

Ma a scombussolare questa vita quotidiana, arriverà lui, il nipote orfano, il bel Remo nel pieno della sua giovinezza, al limite della perduta adolescenza, che conquisterà il cuore delle due anziane “Zie” e che per i suoi scellerati divertimenti  ne consumerà tutta la loro ricchezza.

Con le ingiurie di Giselda, le raccomandazioni materne e lodevoli della domestica, e con, nonostante tutto, il morboso e impossibile e grande amore che “Zi Ca” e “ Zi Tè”, come le chiama il caro nipotino, non riescono a dominare.
Due donne troppo sole, due donne di cuore, due donne come le definirà Palazzeschi “ due scimmie ammaestrate”.

Un libro assolutamente da consigliare, per il gaio trasporto e la semplice ma efficace scrittura, che ne fa assaporare un poco di quella Firenze, di quella Toscana, fatta di bonaria semplicità e di aria pura da respirare.

Immagine web: Copertina del libro

Pubblicato da scrignodipandora

Sito web di cultura e attualità