“L’inverno di Ramona Adler” di Anita Curci

DI RENATA BUONAIUTO

Dai romanzi storici, Anita Curci passa ad un genere totalmente differente, il romanzo “onirico”.Primo volume di una quadrilogia, “L’inverno di Ramona Adler” edizioni Phoenix Publishing, è un esperimento totalmente nuovo, ma al quale l’autrice non si presenta impreparata.

La Curci gioca con il sogno, l’esoterismo, ma non priva il lettore di accurate descrizioni di luoghi e fatti di cronaca; e se l’amore è il filo conduttore del suo scritto, non sarà solo questo sentimento a svilupparsi nel corso della storia.

Ramona Adler, direttrice di una casa editrice napoletana, ha un passato avvolto nell’ombra che nasconde anche a se stessa. La morte di entrambi i genitori, avvenuta durante un agguato terroristico diventa, nella sua mente, un fatale incidente automobilistico, così come il suo trasferimento da Messina a Napoli; un viaggio apparentemente senza spiegazioni. Una donna in eterno conflitto fra desiderio di allontanarsi e disperato bisogno di ritrovarsi.                                   Questo materiale sarebbe stato sufficiente a delineare una trama fitta di colpi di scena, ma all’autrice non bastava.      Ed ecco che la vita di Ramona, diventa un viaggio attraverso centinaia di reincarnazioni.                                                Lei, un tempo sacerdotessa del Tempio di Jan, ha tradito la sua missione innamorandosi di un altro essere di Luce. La strada che era chiamata a tracciare è ora persa, e mentre la Dea Primavera ed il Dio Autunno cercano di indicarle fra “sogni” e “sonno” la via da perseguire per impedirle ulteriori incontri terreni con l’amato, la direttrice editoriale farà di tutto, anche a costo di apparire pazza, per contrastare questo crudele destino. Troverà un portale, ma attraversarlo sarà la cosa più giusta?

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