L’isolamento che stiamo vivendo è come un grande espatrio collettivo

di Simona Melis

L’isolamento che stiamo vivendo è come un grande #espatrio collettivo, ti chiudi in casa e rifletti su te stesso, senza distrazioni.
Dopo due anni capisci esattamente chi sei, nel conflitto che porta a scontrarsi su temi e decisioni che riguardano il proprio modo di condurre la vita.
Puoi anche cercare di scappare, come fanno gli espatriati quando non capiscono bene cosa stia succedendo, ma poi arrivano le domande:
“Metti la mascherina?”
“Fai il vaccino?”
“Vai al ristorante?”
Questi sono argomenti semplici che portano le famiglie a sfaldarsi, le amicizie ad allentarsi e le persone ad esaurirsi.
E io ti chiedo, chi sei?
Misurare le persone dalle risposte che danno a queste domande è il paradosso dell’isolamento. Peggio ancora è pretendere che gli altri diano le nostre stesse risposte.
Anche l’espatrio ti fa capire esattamente chi sei, diventi invisibile, non parli la lingua, ti muovi in un luogo sconosciuto, rispondi alle domande e in base a quelle o sei dentro, o sei fuori.
Poi inizi a raccoglierti, a prendere forza in una situazione nuova dove rinasci ogni giorno e il luogo diventa il tuo e ti accoglie.
Non sei obbligato ad essere altro e rispondi serenamente alle domande e se anche la risposta non era quella attesa, non ti preoccupi del giudizio.
Sarai sempre un diverso, ma alla fine fai pace, rispetti e sei rispettato, e guardi con amore a quello che ti circonda.
Non bisogna giudicare le scelte, il rispetto della libertà altrui di mettere, o non mettere la mascherina, fare, o non fare il vaccino, andare o non andare al ristorante, non sono un metro di giudizio in famiglia o tra amici.
La vera #libertà è questa, ognuno deve fare quello che si sente e non deve essere giudicato per questo!
Chi sceglie di mantenere le distanze non lo fa perché si è dimenticato degli altri e chi sceglie di non fare il vaccino non lo fa perché é egoista.
L’espatrio ti insegna che la realtà ha infinite sfumature e la diversità è alla base dei rapporti tra le persone.
Questa situazione è arrivata in una società individualistica, ha spezzato tanti equilibri, ha fatto capire che i fragili sono importanti, che non sei nessuno se non guardi anche agli altri.
Bisogna chiedersi cosa si può fare per rendere il clima meno teso.
Per evitare di litigare con un amico di sempre per una mascherina.
Per cercare di tutelare un familiare fragile, chi ce l’ha!
Per ascoltare un amico in difficoltà.
È davvero così importante avere ragione?
Ognuno deve seguire il proprio percorso, senza danneggiare o convincere nessuno…
#espatrio  #isolamento  #libertà
*Immagine pixabay

Pubblicato da scrignodipandora

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