“Lo scioglimento dei ghiacci” di Valerio Cruciani, un viaggio nella palude dei rapporti psicologici

DI CRISTINA BELLONI

Una donna, una rispettabile ricercatrice glaciologa, moglie e madre con una vita serena, rassicurante e una carriera universitaria più che promettente, decide un giorno di diventare la protagonista di un film porno.

Di una di quelle pellicole hard che girano sul web, “l’enorme buco della serratura di internet”, cliccate da migliaia di uomini alla ricerca di un “piacere cinico e solitario”. Quella raccontata da Valerio Cruciani ne “Lo scioglimento dei ghiacci” (Ensemble 2020) è una scelta. Una scelta consapevole, per liberarsi forse  dalle convenzioni sociali e per realizzare le sue più profonde fantasie erotiche.

Ma sono le conseguenze di quella scelta a popolare, a dar voce, nel libro, a dare corpo e opinioni alle reazioni provocate.

La tecnica

Tutti parlano in prima persona, si raccontano, vivono da protagonisti una storia che li ha solo coinvolti loro malgrado. Il marito, i genitori defunti, la femminista regista e produttrice del filmato, le amanti, persino la pistola con la quale, forse, Luciano tenterà di ucciderla ed anche la ferita infertale.

Ognuno di loro ha la propria versione di un accaduto che apre tante, troppe domande psicologiche, sociologiche; che solleva la polvere nascosta sotto le mille pieghe delle nostre stesse normali esistenze.

La sua voce invece, la voce di Roberta, rimane nell’ombra, sempre raccontata in terza persona. Lei resta un mistero aperto. Eppure doveva aver calcolato gli esiti del suo gesto. Li aveva ponderati? Decisi? Aveva intenzionalmente stravolto, cambiato inesorabilmente gli equilibri della propria vita, come sta accadendo ora per i delicati equilibri dei suoi amati ghiacciai?

“Tempo fa ho ricevuto la proposta di Roberta. [..] nella lettera si chiedeva come fosse possibile che ci siano donne che desiderano far sesso con più uomini contemporaneamente. Confessava che lei è sempre stata una ragazza piuttosto forte, solitaria e che non si è mai data il tempo di considerare pratiche e fantasie sessuali al di fuori della normalità della coppia. Proseguendo, Roberta, mentre cerca di trovare dentro di sé una risposta a quella curiosità iniziale, confessa che si trova normalmente circondata da uomini per lavoro [..] Si tratta di uomini spesso attraenti, atletici, intelligenti, con cui condivide una profonda passione comune. In uno sforzo di onestà con se stessa, oltre che nei miei riguardi, Roberta afferma con candore che, a pensarci bene, ora anche lei non può negare  di aver covato per tanto tempo la curiosità per il sesso di questi uomini. Non si trattava solo di una lettera, era uno svelamento in diretta.”

La narrazione ribolle di sentimenti contrastanti.  Particolari che si sovrappongono, si mescolano, si contraddicono, raccontando verità reali, possibili o mai accadute.

Lo stile

Valerio Cruciani elabora i fatti mettendo a nudo pensieri, pulsioni e retaggi difficili da  dissolvere. Aggiungendo altri “fatti” solo apparentemente lontani, avulsi. Piccole scene di disfatte ecologiche, resoconti di scandali sessuali fin troppo amaramente noti, tragici fatti di cronaca che sempre più spesso intrappolano, trasformano  le donne in impotenti vittime.

“I maschi non ammazzano soltanto. Spesso si accontentano di toccare culi sul bus, di pubblicare foto, di minacciare con il licenziamento se le femmine non prendono il loro pene con la dovuta devozione, se non si inchinano silenziose e docili davanti all’altare dello sperma spalancando le porte dei paradisi anali e dando voce alle grandi labbra delle loro bocche verticali”

L’autore struttura e destruttura i contesti, le occasioni; li psicosomatizza, li analizza da dentro, li introita e rimanda, costruendo rappresentazioni ricche, debordanti ed efficaci.

“Lo scioglimento dei ghiacci” ci immerge nella insidiosa palude dei rapporti, psicologici soprattutto, tra l’essere maschile e l’alter femminile, tra millenni di società patriarcale e il bisogno delle donne di mettersi alla prova, di  liberarsi delle fittizie e opportunistiche convenzioni, di fiorire, in somma.

Considerazioni che lasciano però infine, uno spiraglio di possibile crescita. Una forse flebile eventualità che la presa di coscienza femminile corrisponda, pur se molto  lentamente, ad una riconsiderazione anche da parte dell’universo maschile. Come, chissà, potrebbe  essere accaduto nel rapporto matrimoniale tra Roberta e Luciano

 

Immagine tratta dal web