“Nagottville”di Massimo Baraldi, un thriller italiano

DI CRISTINA BELLONI

 Nagottville
 Massimo Baraldi
 Thriller
 Gilgamesh
 5 aprile 2021
 Cartaceo, Ebook
 207

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In una tranquilla e anonima cittadina di provincia alcuni strani delitti si mescolano alla leggenda di un misterioso tesoro che sarebbe stato nascosto dopo la guerra, dal dittatore sconfitto, prima di morire.

Intanto uno squattrinato forestiero, Maceo Manin capitato per caso o per ironia della sorte proprio a Nagottville “niente più di un grumo di asfalto e cemento, spalmato tra il fianco delle colline e uno strano mare…”, si innamora, ricambiato, della dolce Neve Gronchi, una ragazza del posto. Ma la relazione tra i due è osteggiata dai genitori di lei che non vedono di buon occhio quello straniero senza né arte né parte che corteggia la loro adorabile figliuola.

I due scappano allora insieme dando luogo a una serie di avvenimenti che sveleranno inquietanti scenari.

 

Una storia sospesa tra l’ironia, il grottesco e il surreale. Una cittadina immaginaria che può essere collocata in una sonnacchiosa provincia italiana o spagnola o americana, oppure in nessuno di questi luoghi. Il romanzo si apre con la scoperta dell’ultimo di tre delitti ai danni di altrettanti uomini anziani e prosegue con il racconto della storia d’amore tra Maceo,” uno spiantato dal portafoglio così vuoto che, se non avesse curato le tasche con la corrente, gli sarebbe volato via”,

e Neve, una giovane donna molto carina, “sempre un po’ in disparte. Per timidezza, sbrodolano alcuni. Perché se la menava, ciufolano altri”.

Se apparentemente le due situazioni sembrerebbero non aver nesso tra loro, gli intrecci delle vicende riveleranno la verità.

La prosa di Massimo Baraldi è brillante e immaginifica, ricca di suggestioni, descrizioni poetiche e delicate associazioni di idee.

Il buio oltre i finestrini della Pachuco stava macchiandosi di luci e cartelli. La Città, pur discretamente, annunciava la sua presenza”

I personaggi e le situazioni seguono pieghe giocose, a volte paradossali, quasi a voler combinare una possibile realtà con mille credibili fantasie.

In tutto questo il filo del racconto sembra perdersi nelle volute degli eventi, nelle strade della città, nel mare “così stretto da sembrare un lago” , nelle bizzarre avventure dei personaggi tanto particolari, per poi, invece, intrecciarsi e combinarsi perfettamente come un puzzle i cui tasselli abbiano colori e forme diversi ma riunendosi, rendano chiaro il quadro.

Un libro piacevolissimo da leggere tutto di un fiato. Che a tratti fa sorridere, di cui però si apprezza la fluidità e la spazialità delle descrizioni e la particolarità della storia.

Immagine tratta dal web

Pubblicato da scrignodipandora

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