Nuvole

DI ANTONIO MARTONE

Sfrangiate e biancastre
S’agitano
Nel cielo di sempre
Di vaghi sentimenti inquieti
Complici
Fluttuando e ondeggiando
Il cielo irrigando
Le nuvole

Penso
Ad una stagione lontana
A quell’antica
E bella stagione
Passò
Come il viaggio senza meta
Delle nuvole
Sopra di me
Distratto dalle cose del mondo
Quella stagione
Aggredita dal tempo
Passò

Guardando nel cielo
Quante volte l’ho fatto
Quante volte
Mai più
L’ho vista tornare
Mai più

Sulla tela azzurra del cielo
Rigagnoli
Frastagliati di nuvole
Passano lenti
Nessuno di loro
Ha mai rivisto
Le terre percorse
Dall’alto
E le città sorvolate

Solo un volo
Un unico volo
Una volta
Quell’unica volta
Solo un volo

Le città
Sono nidi di sogni pulsanti
Gli uomini dormono
In giacigli di sogni
Guardano ansiosi nel cielo
E aspettano
Il ritorno delle nuvole
Aspettano

Verranno
In un giorno trionfale di maggio
Con l’euforico canto
Ebbro
Delle rondini in festa
Verranno

da: Antonio Martone, da “Gioielli e ferite”

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Pubblicato da scrignodipandora

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