Omaggio a Lindsay Cooper (prima parte)

DI OSCAR PIAGGERELLA

 

In questo articolo, a cui ne seguiranno altri, voglio ricordare una donna speciale: piccola di statura, fisicamente esile, grande strumentista e donna di ammirevoli valori sociali e politici. Questa, in sintesi, era Lindsay Cooper. Chi ha seguito il progressive inglese degli anni’70 con uno specifico interesse verso il Cantembury sound, la ricorderà come ospite in The Rotter’s Club degli Hatfield and The North e ancora, successivamente con i National Health, in The Civil Surface degli Egg e in Fish Rising di Steve Hillage, in Hergest Ridge di Mile Oldield ma, soprattutto come componente, nella seconda parte della discografia degli Henry Cow, lei, poco più che ventenne, con alle spalle studi Royal Academy Of Music e un’esperienza triennale nella National Youth Orchestra.

Con la compagnia “rivoluzionaria” degli Henry Cow guidata da chitarrista sperimentatore Fred Frith, dal batterista Chris Cutler, i polistrumentisti John Greaves e Tim Hodkinsong, la vocalist Dagmar Krause proveniente dagli Slapp Happy di Peter Blegvad, incide Unrest (1974), Wester Culture (1978). The Last Nightingale, stampato nel 1984 dalla ReR (con la partecipazione di Robert Wyatt), è un disco realizzato per finanziare il movimento operaio inglese, allora acquistabile con una copia del giornale del sindacato.

 

Un album pregevolissimo sia sotto l’aspetto musicale che nell’intento politico nella società proletaria inglese di quegli anni. Lindsay Cooper comparirà anche negli innumerevoli concerti dal vivo tenuti dal gruppo in tutta Europa, come nel doppio Concerts e in Stockholm & Goteborg rispettivamente del 1977 e del 2007 (pubblicazione postuma del 2007 della ReR su compact disc). Sarà presente altresì, nei dischi in binomio Henry Cow/Slapp Happy: Disperate Straights e In Praise Of Learning.

Fred Frith in un’intervista pubblicata su una rivista specializzata inglese di quegli anni, descrive così Lindsay Cooper:

“Restai molto impressionato dall’assoluta faccia tosta con cui cominciò a inserire nuovi strumenti nel gruppo mentre stava ancora capendo come suonarli. (…) Imparammo da lei che prove più lunghe non significavano musica migliore e che con l’autodisciplina potevamo diventare musicisti migliori. Non che non avesse le sue idiosincrasie, tra cui l’abitudine di esercitarsi sulle parti intanto che ascoltava la radio o guardava la tv con il volume azzerato.(…)

Femminista appassionata e combattiva, cambiò tutti noi in meglio: schietta, scherzosa, tosta, fragile, militante, una musicista favolosa, una cara amica e una persona che sapeva davvero come divertirsi”.

Con l’avvento della musica della protesta: il punk e la morte per “troppa salute” del progressive, gli Henry Cow si sciolsero e diedero vita al Rock In Opposition. Hope And Fear del 1978 è il primo disco che segna l’inizio di questo stile musicale che troverà un ulteriore sviluppo negli anni a seguire nel nostro continente. Tutt’ora in Gran Bretagna, avere idee socialiste o più prettamente comuniste, comporta l’espulsione dal paese e così molti di questi straordinari ed intellettuali musicisti furono costretti ad abbandonare il proprio paese “girovagando” per l’Europa dove incontreranno altrettanti musicisti con cui condividere il proprio concetto di musica e di pensiero politico.

In Francia, Fred Frith e Chris Cutler collaboreranno con gli Aqsak Maboul, il percussionista Cutler, arrivato nel Nordeuropa promuoverà, produrrà e collaborerà con gli straordinari Cassiber. Lindsay Cooper durante un soggiorno in Germania a casa di Cutler, incontra David Thomas dei Pere Ubu. Di questo incontro resta una testimonianza: Winter Comes Home, disco dal vivo inciso in un ristorante a Erding, piccolo centro della Germania a nordovest di Monaco nel dicembre del 1982. Per gli amanti e collezionisti del genere è un disco di pregevole valore improvvisativo oltre ad essere una rarità nel suo reperimento.

Con alcuni dei vecchi amici di cordata del Canterbury Sound (Chris Cutler, Dagmar Krause, Phil Milton e Robert Wyatt) e nuovi amici, tra cui l’arpista Zeena Parkins, Georgie Born, Bill Gilonis e l’amica di sempre Sally Potter (già direttrice della fotografia dei film di Peter Greeneway prima, e nota regista dopo) fonda i News From Babel. Ricordiamo di quell’epoca un longplaying ed un estendedplay dal titolo Work Resumed On The Tower e Letters Home.

Due incisioni degli anni ottanta nelle quali vediamo al lavoro i migliori musicisti provenienti dal prog canterburiano, della sperimentazione e del jazz europeo, anche se, e questo va sottolineato, i testi sono di Chris Cutler, per di più autorevole autore di pregevoli saggi, divenuti introvabili e non tutti tradotti in lingua italiana, sulla musica e del rapporto tra musica e società.

Work Resumed On The Tower infatti è ispirato e dedicato ai grandi cambiamenti sociali avvenuti in Russia agli inizi del secolo scorso ad iniziare dalle arti: l’architettura di Tatlin per un monumento alla Terza Internazione e al Movimento Costruttivista.

Per evitare lungaggini, per ora mi fermo qui in attesa di pubblicare nelle prossime settimane, i suoi album a nome solista. Grandi capolavori della Storia della Musica del ‘900.

A cura di Feellin’ Blue

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