Omaggio a Lindsay Cooper (VI parte): Oh Moscow

DI OSCAR PIAGGERELLA

Questo prolifico ’91 si chiude con l’uscita di Oh Moscow che personalmente ritengo il suo capolavoro assoluto e pietra miliare del Rock in Opposition. E’ la testimonianza live di un meraviglioso concerto registrato in Canada nella città di Victorialand, dove ogni anno si tiene tutt’ora il Festival Internazionale della Musica Attuale. Sul palco salgono con lei vecchi e nuovi amici di cordata: lo straordinario sassofonista e clarinettista Alfred 23 Heart, l’ex Soft Machine Hugh Hopper, la batterista Marilyn Mazour, alla tromba e alla voce Phil Milton, la pianista Elvira Plenar e l’amica di sempre Sally Potter come voce femminile.

Oltre all’incredibile interplay tra i musicisti, emergono con forza nei testi i valori etici e politici verso il pensiero socialista della Cooper. Riporto qui un frammento del testo del brano che chiude l’album:
“Oh Mosca, ti ho dimenticato dove ero
ho girato la mia faccia verso un altro amante appariscente del continente:
Posso tornare tra le tue braccia? E’ troppo tardi? Possiamo conoscerci senza odiarci?
Torna, torna indietro al di là del confine
l’amore esiliato a un nuovo ordine,
è possibile?”

Un album straordinario sotto ogni punto di vista, ricco di grandi atmosfere sonore dove in certi momenti riemergono anche le tipiche architetture e sonorità della musica mitteleuropea

A cura di Feellin’Blue