Paura del buio

DI ELISABETTA DE MICHELE

Anche io ho dei capelli,
morbidi, profumati,
che attendono una carezza,
proprio come quella
di cui una madre come me
ti ha fatto dono
dentro il tuo lettino,
quando avevi paura del buio.
Ricordi?
Ora sono io ad avere paura del buio!
Potessi parlare
te lo direi,
ti direi quanto mi spaventa tutto ciò;
potessi avere il controllo sui miei passi,
correrei da te
a dirti quanto mi dilania questa oscurità.
Anche io ho una mente
che ha bisogno di essere nutrita
di cibo che ora m’è negato,
perché io non posso crescere,
ma solo far crescere
come un’altra madre ha fatto con te,
ricordi?
Ho due orecchie
che hanno bisogno di ascoltare,
al di là degli spari,
tutto ciò che c’è di bello,
come la musica,
che non mi è concessa;
potessi muovermi liberamente
lo farei danzando
e andrei ad accendere la mia luce
e la luce delle mie sorelle,
e verremmo ad accendere la tua,
ricordatelo,
e quella di tutti i fratelli,
così non ci sarebbe
questa coltre di nero
né sul mio corpo,
né sul mio paese,
né sul mondo,
oltre il blu.
Tutto ciò non posso dirlo,
non posso scriverlo,
ma posso esprimerlo
attraverso i miei occhi,
lì si può vedere
tutta quanta,
la mia paura del buio.

Versi liberi in favore delle donne afghane

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