Peccato che le strade non possano parlare

DI MARCO ZUANETTI

‘Se le strade potessero parlare’.

Tante piccole luci, di figure trasparenti, sullo sfondo bianco della notte. Una babele di echi in cui è facile perdersi.

Esseri umani al vento.

Forse. Sono la fotografia impietosa di Paesi Furenti, Indifferenti. Fermi, che assistono inermi alla desertificazione intellettuale di se stessi ?

Ma. Nelle strade, che trascinano l’altro, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Sono. Gli. Esseri umani. In Cammino. Precipitati e a più riprese, frequentemente, reiteratamente, gettati insieme nel mondo dell’immondo e dei rifiutati.

E. Così. E’ la stessa condizione di potenziale irrisolto a risvegliare l’anima. In un moto di rivolta. Poiché. Al di là del bene e del male non sta l’innocenza del divenire, ma una vergogna senza più tempo, di esseri umani al vento.

E. Così. Suonando le campane. Tentiamo di aprire dei varchi oltre la vergogna. Su strade sudate. Bagnate di cartoni. Abbandonate ai Vortici di Cose ignote.

E. Così. Le strade. Fatte di carne. Sono, anche, “gli spazi e i luoghi dove da sempre si consuma con più zelo ed insistenza lo strazio silenzioso dell’altro”. (Cfr. Guido Zingari).

E’ questo dannato altro il vero oggetto e bersaglio del rifiuto.
E’ anzi, molte volte, il mistero del rifiuto stesso.

E. Così. Si infittiscono. I misteri delle strade. Tra. Le stagioni della vita. Abbagliate dal sole o sotto la pioggia.

Mattini tra luci d’inverno. Città nella notte. Angoli sospesi tra le meraviglie del mondo e le sventure del mondo.
Strade furiose di desiderio. Nella polvere assolata. Tra. Piaghe e tremori. Tra baci e insulti scontati. Tra. Frottole millenarie: “graziose e semplici”, “deluse fanciullescamente disperate”.

Nelle strade ci si perde. Tra Immaginario e Realtà. Vibrano nell’aria ed invadono tutto.

Le emozioni riaffiorano. Sgorgano come un fiume. Rompono gli argini. Senza remore. Senza pudori. In un continuo divenire. In una sinfonia stonata che crediamo eterna.

Ma. Non si può annientare la fragranza di una Emozione.
E. Le strade, così tristi, così belle, così semplici e complicate, alzano la loro bandiera.

Segnano le tracce del vagabondare nel mondo di questo umanità.

Ed è. La necessità di coltivare, lungo le strade, la memoria e l’eloquenza della testimonianza, di ogni essere umano.

Tutti – noi -abbiamo parlato, ascoltato, sofferto, scritto, poetato, lottato, vinto e perso ma la cosa più bella che abbiamo fatto è amare questa Umanità :

‘Ogni battito dei nostri cuori/è un fiore irrorato dal sangue/dal tuo dal mio/dallo stesso, nello stesso tempo’.

 

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