Pensieri spettinati nella giornata della gentilezza

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

E va così che ti interroghi perché inciampi in situazioni che nulla dovrebbero avere a che fare con atteggiamenti da sempre riconosciuti come “umani”.
Mi spiego meglio, si è andati avanti per molti, troppi anni a propinare la “sbobba” che recitava più o meno così: gli animali differiscono dagli “umani” perché non riconosciuti come esseri razionali..
Ma a ben guardare in natura troviamo svariati episodi in cui sono stati proprio gli “animali” a dimostrare tra loro solidarietà, aiutandosi, rispettandosi, e tendendo una zampa anche a cuccioli di specie differenti.
Come?: allattandoli, custodendoli, scaldandoli nelle notti buie e tempestose.

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Non sempre insomma l’istinto di sopravvivenza li ha portati ad aggredire, uccidere per sfamarsi con esseri più deboli.
Per gli “umani” invece funziona esattamente in modo contrario, laddove si intravedono soggetti deboli, indifesi, senza dimora, ci si attiva per non dare una mano, anzi, si gioca a chi è più ” forte”, a chi si impone meglio, a chi ricatta ed intimorisce.
Ora la domanda è: di umano negli “umani” cosa esiste?
Personalmente vedo solo bestialità in chi animale ritiene di non essere.
E se questa sarebbe dimostrazione di razionalità, solidarietà, accoglienza e rispetto, mi sento MOLTO più vicina ad essere un animale che un essere “umano”
Scusandomi con tutti gli “animali”, che di animale proprio non possiedono nulla, e che dimostrano di avere e di usare quel cervello che ormai per molti “umani “è diventato soltanto un optional e augurando loro
buona vita in questo mondo brutale , non posso che provare vergogna per chi ha il coraggio di considerarsi essere “umano”, continuando a commettere le peggiori nefandezze.

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Anna Lisa Minutillo

Pubblicato da Anna Lisa Minutillo

Blogger da oltre nove anni. Appassionata di scrittura e fotografia. Ama trattare temi in cui mette al centro le tematiche sociali con uno sguardo maggiore verso l'universo femminile. Ha studiato psicologia ed ancora la studia, in quanto la ritiene un lungo viaggio che non ha fine.