Quanto più è forte la mancanza della libertà, tanto più è forte l’insofferenza verso chi dice la verità

di Giovanna Mulas

Quanto più è forte la mancanza della libertà, tanto più è forte l’insofferenza verso chi dice la verità; un livello profondo di verità implica un livello ugualmente profondo di libertà.
Anni fa assistetti alla proiezione di un film di cui al Lettore consiglio vivamente visione e riflessione: ‘L’Onda’ (Die Welle, 2008), diretto da Dennis Gansel e tratto dall’omonimo romanzo di Todd Strasser; basato su un reale esperimento condotto in un liceo californiano nel 1967 dal docente di storia Ron Jones, al fine d’indagare l’espansione del nazional-socialismo e l’indottrinamento della popolazione germanica.
Nel film, per spiegare ai suoi studenti liceali il concetto di autocrazia, l’insegnante li coinvolge in un esperimento di “regime dittatoriale” fra i banchi di scuola. Per una settimana dovranno rispondere al rigido sistema disciplinare di “Herr Wenger”, uniformarsi ad un codice di abbigliamento e esercitare assieme in un’ottica di organismo gerarchico, isolando o inibendo gli eventuali dissidenti.
In pochi giorni anche i ragazzi caratterialmente più fragili scoprono uno spirito di cameratismo vincente, governano le proprie paure attorno alla figura del carismatico cattivo maestro sentendosi autorizzati a promuovere la violenza in nome della nuova unità acquisita, in una operazione che arriva a fuggire dalle mura dell’edificio scolastico e dal controllo dello stesso insegnante. Sarà tragedia.
In una società che ha perso consapevolezza tra vero e falso (e la realtà in sé, essendo umana, non è mai univocamente decifrabile), per sopportare il peso della verità o almeno ciò che più avvicina alla verità, occorre grande maturità che può svilupparsi solo tramite l’accettazione del diverso.
Pure, è fondamentale saper dosare la verità in base alla capacità di ricezione altrui: nella reciprocità sta il segreto della disponibilità ad accettare i rapporti basati sulla verità.