Quel treno da prendere, quella notte da superare

DI RICCARDO ANCILLOTTI

La notte era fresca, ma per Tania, a tratti appariva gelida, infida ed insidiosa. Ogni angolo di strada, ogni ombra, ogni suono ed ogni eco di passi, sembrava nascondere una minaccia ed ogni volta lei sentiva un brivido freddo percorrerla interamente.

In quegli #attimi, allora, lei si stringeva forte al braccio di Bedir . Assai più di quanto fosse necessario!
Il ragazzo, da parte sua, aveva ormai riassunto pienamente, l’atteggiamento iniziale del primo giorno. Freddo, glaciale, silenzioso fino al parossismo. Il suo volto non lasciava trasparire alcuna emozione, o sensazione. Niente.

Teneva sotto braccio, la #ragazza e stringeva nella mano sinistra, la borsa da viaggio, con lo sguardo sempre proteso in avanti, dritto sulla strada.
Ancora pochi minuti!
Tania, contava mentalmente i secondi, che li separavano dalla Stazione ferroviaria. Da li lui, sarebbe salito sul treno per ‘Genova-Ventimiglia’ e procedendo, il tutto, come lui aveva auspicato, nel tardo pomeriggio, sarebbe arrivato in #Francia. Dove sarebbe stato al sicuro.

Lei non immaginava fosse, così difficile calarsi nei panni, di chi accetta di aiutare un ‘ricercato’ , a dileguarsi , cercando di fornirgli il massimo della copertura possibile.
Nonostante avesse, solo poche ore prima, pensato di essere lei stessa, a nasconderlo, senza neppure saper bene come avrebbe fatto. Adesso che invece si scopriva avere lui, ‘in tasca ‘, la soluzione e nella sostanza chiedeva solo, ‘di coprirlo ‘ nel tratto di strada che dalla casa Velasco, portava alla stazione, si rendeva conto di quanto fosse utopistico ciò che aveva immaginato di poter fare prima.

Le sue paure, per altro, erano sicuramente motivate.
Quell’Ispettore di Polizia, poche ore prima era stato chiaro: ‘sapevano dove si trovava e sarebbero potuti venire a prenderlo, da un momento all’altro!’. Su questo non vi era dubbio alcuno. Certo, un po’ di tempo, intendevano lasciarglielo, perché decidesse come comportarsi. Ma nel frattempo, avrebbero tenuto d’occhio ogni suo movimento ?…. Anche su questo vi erano davvero pochi dubbi.
Ormai la #Stazione Ferroviaria, comunque era in vista.

Quelle centinaia di metri fatti, volutamente a piedi, per non dare nell’occhio, prendendo l’auto, rimanevano ormai alle spalle. Adesso, però il rischio nasceva da chi si poteva incontrare in Stazione.
Cosa non da poco! Anche perché alle ‘tre’ di notte, si contano sulle dita di un mano,

coloro che prendono il treno ed è più facile notare ‘un sospettato’.
L’ingresso alla biglietteria, era sgombro. Fecero i biglietti! Due! Doveva sembrare ‘una coppia’ che partiva per un viaggio. Tutto filò liscio.

Il #treno però sarebbe stato lì tra ‘dieci minuti’. Un tempo interminabile.
La sala d’aspetto era praticamente deserta. Solo un uomo sui quarant’anni, stava dormendo disteso su una panchina. Si sedettero a loro volta e a quel punto Tania provò a dire:
“Però ? Sei un tipo veramente strano!…Fino a ieri, riuscivi a malapena a mettere insieme tre parole d’italiano, poi improvvisamente stasera ti sei trasformato in un ‘parlatore’ e adesso ?….Ti sei richiuso come un riccio eh !?”
Il ragazzo le diede una breve occhiata, accennando una sorta di sorriso, poi disse:
“Non è facile capirlo, se non si è vissuti nel Kurdistan Turco!…Per sopravvivere, devi sviluppare, a pieno i tuoi ‘sensi’..!..Saper leggere uno sguardo, con un colpo d’occhio; ad esempio, può salvarti la vita!”

Lei lo guardò in faccia, ma lui guardava altrove:
“E il mio, sguardo, come l’hai trovato ?..” gli chiese Tania
Lui, rispose senza guardarla, imperterrito come sempre:
“Prima…curioso, poi…umano, sincero, leale, buono, volenteroso, dolce ed infine ….intrigante!” .
Non ci fu modo di continuare l’argomento perché purtroppo sostarono sulla porta della Sala di aspetto, due agenti della Polizia Ferrovia, che parlottavano tra loro.
Qualche secondo dopo, li raggiunsero due ‘carabinieri’, che tenevano tra le mani delle carte e qualcosa che assomigliava ad una foto.
Lei, sentì la preoccupazione salire di colpo, ma il ragazzo non mostrò nessun segno di agitazione. Quasi neppure li avesse notati.

“Anche…senza leggerglielo negli occhi…temo che questi possano crearci dei problemi. Ricordati che sei Mario Mori, siamo fidanzati in viaggio di piacere…!” gli mormorò lei velocemente.
Proprio in quegli stessi istanti, gli agenti fecero ingresso nella sala, e si diressero verso l’uomo che dormiva svegliandolo e chiedendogli i documenti.

“Andiamocene!…Tienimi stretta sotto braccio, su !?..” sbrogliò subito lei. Si alzarono, e camminarono lentamente, verso l’uscita, ma appena furono fuori, una voce li fermò:
“Scusate un attimo, per favore !?”
Lei con la coda dell’occhio vide che uno dei carabinieri si stava avvicinando alle loro spalle. Intuito il pericolo, rimaneva ben poco da fare, se non aspettare gli eventi. Una coppia che stava ‘sbaciucchiandosi’ animatamente, intanto stava per incrociarsi con Tania e il ragazzo. Fu un attimo, Tania, buttò le #braccia al collo di Bedir, lo strinse a se e lo baciò sulla bocca.

“..Scusate un momento, per favore…per favore!!.” Disse allora più decisamente in #carabiniere. Al che i due dovettero per forza dividersi.
“..Questa borsetta è sua signorina ?..” chiese subito dopo il militare mostrando ciò che teneva in mano.
“ Sì..! Sì è mia..!” rispose Tania.
L’uomo la guardò scuotendo il capo, accennando un sorrisetto ironico e porgendogliela, rimproverò:
“ Non capita tutte le notti che noi siamo lì a recuperare ciò che lei può dimenticare, cara signorina, stia più attenta un’altra volta eh!

Buonanotte e buon viaggio !”

Lo scampato pericolo, aveva lasciato in Tania, un indolenzimento muscolare su tutto il corpo. Si allontanò, istintivamente anche da Bedir. Aveva bisogno di aria. Lui però si riavvicinò quasi subito. Al che lei , si girò di scatto e guardandolo negli occhi decise di dover precisare:
“ L’ho fatto perché ho avuto paura, Ho avuto l’impressione che vedendoci….potesse ripensarci …! Avrebbe potuto chiederti i #documenti capisci ?..e tu cosa diamine gli avresti dato ?… Anche se è vero sono stata una stupida va bene !?..” si sfogò decisamente arrabbiata.

Fu lui, allora a prenderla sotto braccio e guardandola negli occhi, sorridendo, le disse:
“ Non devi arrabbiarti !…Tania, sei stata un’amica. Una grande amica. Non devi giustificare niente, Capito?”
Il treno finalmente stava entrando in stazione. Di lì a poco Tania, avrebbe esaurito il suo ‘compito’, mentre per Bedir, sarebbe proseguita la difficile avventura, da qualche altra parte del mondo.

Ma prima di andarsene ci tenne a dirle:
“ Io mi auguro di trovare un’amica come te in Francia, ma mi auguro, ancora di più, di incontrare una ‘donna’ come te…un giorno”
Tania, trattenne a stento le lacrime. Quelle parole assumevano un sapore particolare. Da sole la ripagavano di quel ‘poco’ che in fondo lei e la sua famiglia avevano fatto, per aiutare questo ragazzo.

Il treno si allontanò. La notte adesso non faceva più paura.
Uscendo dalla stazione vide una donna di colore, scendere da un’auto. Indossava un succinto vestiario, e calzava delle scarpe con tacco a spillo. Probabilmente era una ‘prostituta’. Un’altra auto le si avvicinò e dopo un brevissimo parlottare, questa vi salì e l’auto scomparve veloce nel buio.
Tania, respirò a pieni polmoni. La quasi totale assenza di gente lasciava spazio ad una semplice riflessione sulla ‘vita’ di ognuno: ‘..C’è davvero poco merito nella virtù! Così, come c’è poco discredito, nella colpa!…” Di chi erano quelle parole che adesso le risuonavano nella testa ? Probabilmente di #Fabrizio De Andrè. Era verissimo.

Non ha nessun senso giudicare gli altri. Occorre invece ‘cercarli fino in fondo ’ per imparare a conoscerli veramente. ‘.Io ho paura solo di ciò che non capisco. E la guerra proprio non la capisco!’ . Anche questa era una semplice verità.
Lei camminava, adesso, nella notte tranquilla . Non provava nessun timore per la solitudine delle tenebre in una città addormentata. Si sentiva cresciuta in questo, ma soprattutto, adesso, si sentiva bene!

#storie  #racconto  #treno  #sentimento

Pubblicato da scrignodipandora

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