Quella corsa che rifarei mille volte

DI GIOVANNI DE LUCIA

Se dovessi definire quei giorni nella tela dei ricordi e se fossi un pittore, li tradurrei come “i giorni della china”.
Graffi neri su un fondo, bianco come la speranza di essere passato indenne in notti dove le ombre dei ricordi si azzuffavano nei momenti di silenzio.

Potrei dirti che l’esistenza è come un grande circuito dove tenere l’acceleratore pigiato fino in fondo. Correre sentendo l’urlo della vita rimbombarti nella testa è come essere nel centro di un uragano, dove i colori e i suoni si confondono magicamente.

Mi sono preparato una vita sapendo di dover volare sulla linea del suo cuore.
Giro dopo giro, con i battiti a mille e l’esistenza appesa alle lancette di un cronometro che fugge sempre troppo in fretta, trovai la mia macchia d’olio sulla parabolica.

Una macchia nera di china, una voragine su quella tela.
In un attimo realizzai che non avrei visto più la fine, che non governavo un bel niente.

Un salto e mi giravo su me stesso a cercare il perché di quel tradimento ed ero fuori pista.
Uno schianto è si diventa solo l’ennesimo graffio di china su una tela che non mi è mai appartenuta, gara chiusa, pista bugiarda.

Così intrapresi un viaggio di ritorno dove lacrime, rabbia e disperazione si mescolavano ai tanti chilometri che mi separavano da quel solito giaciglio, dove le mie ombre mi aspettavano per la solita zuffa.

Io ho sempre corso sul bordo del tuo cuore non riuscendo mai ad entrare e tagliare il traguardo dei miei sogni.
Ma tu non sei stata solo un nastro d’asfalto nero, un circuito con una macchia d’olio sulla parabolica del mio andare.

Hai visto e vedrai altri correre, altri vincere o uscir di pista.
Non eri solo la mia linea da attraversare ed io mai senza anima come un graffio di china sulla tela dei tuoi ricordi.
Ma se è di ricordi che dobbiamo parlare, voglio ricordare solo l’emozione di non aver tolto il gas in quella parabolica.

Ci vuole coraggio nel credere ai sogni e io quella corsa la rifarei mille volte ancora.

Foto dal web

Pubblicato da scrignodipandora

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