Ricordo…

DI LUCIANA IBI

 

..lontani giorni di Maggio con stesi bucati bianchi,
tornati dalle acque del torrente.
Da finestre aperte, canti di donne innamorate,
sull’uscio le nonne scuotevano il capo canuto con rassegnati occhi stanchi che avevano conosciuto la fame.

Sorgevano ovunque nuove case, ricostruite da mani di uomini dai visi segnati.
Sfrontati, i giovani sopravvissuti agli stenti, imitavano i nuovi idoli del cinematografo, una sigaretta fra le labbra e lente volute di fumo a confondere gli occhi timidi delle ragazze.

Ovunque c’era fermento.
Noi bambini, nuovi germogli del dopoguerra, giocavamo nella polvere di strade bianche.
Le rose, arrampicate sui vecchi muri, avevano un unico colore: rosso.
I fiori nascevano nei prati…papaveri e fiordalisi mischiati al grano, ai bordi bianche margherite dai bottoncini gialli.

Niente giardini, solo orti coltivati, davanti le case. Pollai e nidiate di pulcini, messi in salvo nei recinti.
Ragli di asini nelle stalle.

La sera, una campana suonava e noi si correva in chiesa per il Fioretto di Maggio, calzini bianchi ai piedi e un viso lavato alla fontana lungo la strada..

..tornavamo, fra schiamazzi e risa, nell’aria profumo di minestra, mischiato a quello del glicine che fungeva da tenda alle finestre.

Mamma mangiava poco, per nutrire me, perennemente affamata.
Non c’era un grammo di carne in più, sotto pelle.
A volte, si rubavano le ciliegie…

…Ricordi…
..silenziosi, di falce di Luna e Stelle, così luminose, vicine..
unico chiarore nella valle.

La notte, nella camera accanto, parole sussurrate come una preghiera.
Nonna, dopo avermi rimboccato le coperte, compiva i suoi riti..forcine tolte alla treccia striata di grigio, un bacio al Crocifisso e, una lunga camicia di stropicciato lino, indossata su un corpo magro

Mamma entrava per un bacio, profumava di buono, gli ondulati capelli fermati ai lati del viso da fermagli di osso, regalo di amiche nel suo Giorno di Nozze.

Per ultimo, mio Padre, stendeva la mano callosa per una carezza, nessun sorriso, solo un sospiro che sapeva di fumo e, occhi lucidi…che pensava? Me lo chiedo ancora…forse che la sua piccolina era il Miracolo della Vita dopo la guerra…


Immagine dal web

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da scrignodipandora

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