Sapori di un tempo e picnic in uliveto o in vigna. Aquara, un luogo da visitare

DI SIMONA MAZZEO

Oggi voglio presentarvi due aziende (scelte non a caso da Cilento Destination 2021) dove ho vissuto attimi di piacevole euforia in contesti al contempo rilassanti ed inebrianti e farvi notare come la creatività di produttori virtuosi possa far crescere esponenzialmente l’interesse per una meta.

Le esperienze belle, destinate ad avere successo e seguito, non nascono mai per caso, e quelle di cui sto per raccontarvi prendono forma nella bella Aquara, borgo situato nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, al cui ingresso un cartello recita: “Aquara, il paese dell’olio e del vino” quasi ad introdurre ciò che in loco sia possibile vivere.

Qui ho scoperto che (probabilmente grazie alla particolare esposizione delle colline e per altri fattori ambientali) le produzioni vitivinicole ed olearie raggiungono alte vette di eccellenza e di tale pregio sono ben consci gli esperti produttori locali che hanno ideato delle fantasiose iniziative esperienziali capaci di regalare emozioni uniche perché create in perfetta assonanza con il territorio per cui sono state pensate.

Visitando l’Azienda Agricola Mastrantuono e Tenuta Mainardi ci si accorge subito di quanto lì la terra ed i suoi frutti diventino l’occasione per momenti di gioia e convivialità e si ha la percezione che una festa stia per iniziare.

Presso l’Azienda Agricola Mastrantuono, il cui motto è “Niente è lasciato al caso, solo al tempo”, ben tre generazioni lavorano allo stesso sogno che vede nella terra una ricchezza. Ed oggi grazie a questo sogno è possibile assaporare l’olio “Radici” e tutti gli altri prodotti genuini coltivati con estrema cura, dedizione e con metodi tradizionali.

La famiglia Mastrantuono è stata una vera “sorpresa”. Dapprima, con parole piene di passione Giampaolo e Rosalinda Mastrantuono

ci hanno presentato la loro azienda, ripercorrendo i momenti salienti nella crescita dell’azienda che, di generazione in generazione, hanno portato ai risultati odierni. Ci hanno fatto toccare con mano la “specialità” del loro olio extravergine di oliva che ha in sé tutto il buono di quel territorio per poi catapultarci in un momento “sperimentale” divertentissimo.

Non ci crederete

ma grazie a Mariarosaria ed Antonella ho imparato a fare le melanzane sott’olio e ne sono felicissima!

Mariarosaria ha spiegato passo dopo passo le varie fasi ed Antonella ci ha guidato materialmente nella preparazione. La cosa simpaticissima erano le unità di misura usate. Ad esempio Mariarosaria ci ha rivelato che la madre le ha insegnato a regolarsi “ad occhio” per le quantità e per il sale “assaggiando”, a riprova che certe cose riescono bene grazie all’esperienza.

Non potete immaginare quanto possa essere esilarante ogni passaggio partendo dalla filettatura delle melanzane fino alla consegna del tuo barattolo di melanzane sott’olio con su scritto il tuo nome e la data.

Ma non finisce qui!

Poi abbiamo assistito alla preparazione di kg di acqua sale ovvero del pane biscottato bagnato in acqua e condito con pomodori bio di Aquara, sale e olio extravergine di oliva.

Un momento in cui l’acquolina in bocca si fa sentire e che trova di li a poco appagamento con un meraviglioso pic nic nell’uliveto dell’azienda. Adagiati su balle di fieno o su amache penzolanti tra ulivi,in delle cassette di legno assai graziose ci sono stati serviti piatti realizzati con prodotti a km zero di una bontà unica.

Acquasale, melanzane sott’olio, caciocavallo, salumi, taralli ed il loro ottimo vino, con musica in sottofondo e la costante sensazione di benessere regalata dal paesaggio circostante.

Un picnic che a me è sembrato un po’ un salto nel passato, un po’ una festa tra moderni contadini artisti nell’accoglienza e capaci di regalare gioia e spensieratezza.

Nel tardo pomeriggio ci siamo recati presso Tenuta Mainardi, dove i fratelli Marco e Luca Serra, da qualche anno hanno deciso di affiancare alla produzione vitivinicola, dei Wine Tour emozionali, rendendo l’esperienza della raccolta dell’uva e finanche della sua pigiatura, momenti

imprescindibili di un soggiorno nella località cilentana.

Ed in effetti ho avuto conferma che chi va ad Aquara difficilmente non si ferma a Tenuta Mainardi!

In questo caso per me si è trattato di un lieto ritorno visto che conoscevo già l’azienda ma ciononostante le sorprese non sono mancate.

La famiglia Serra vi accoglie come amici così facendovi sentire a vostro agio immediatamente. Ma dopo brevi preamboli in cui con massima professionalità viene presentata la Taberna, ci si ritrova in un battibaleno muniti di cesta e pronti alla raccolta dell’uva in vigna.

E’ incredibile quanto questi momenti facciano bene alla mente. Ogni grappolo raccolto, ogni chicco assaggiato, insieme ai colori del paesaggio che contorna la vigna, resi ancor più intensi all’ora del tramonto, inebriano l’anima dei partecipanti alla raccolta.

L’esperienza consiste in una sorta di olimpiade del vino in cui si gareggia nel raccogliere più uva possibile dal vitigno Moscato, per poi riporla in una tinozza di legno e pigiarla come si faceva un po’ di tempo fa.

Se avete visto la scena del film “Il Bisbetico domato” con Adriano Celentano potrete immaginare quanto esilarante possa essere questo momento accompagnato anche dallo stesso sottofondo musicale

Alla pigiatura segue il brindisi, momento in cui finalmente si degusta l’eccellente produzione vinicola dell’azienda.

Ma non finisce qui!

Con parte del raccolto in vigna, la padrona di casa, mamma Rocchina, ha ben pensato di preparare con noi della marmellata d’uva coinvolgendoci nelle varie fasi( l’eliminazione dei semi dagli acini è un po’ faticosa ma fa parte del procedimento).

Fatta la marmellata (non potete immaginare che profumo) ci siamo spostati in prossimità della vigna dove, circondati dal profumo dell’uva appena pigiata, ci siamo accomodati per una cena-picnic in un contesto bucolico ed emozionale.

I tour in vigna organizzati a Tenuta Mainardi traghettano in una dimensione di relax e pace a stretto contatto con la natura e si concludono con l’ottima cucina cilentana di mamma Rocchina.

Con lei è addirittura possibile vivere delle golose esperienze culinarie e “mettere le mani in pasta”. La sua pasta fatta in casa merita il bis.

Le ricette di Rocchina sono realizzate con prodotti a km zero e sono caratterizzate da genuinità e semplicità.

Ogni piatto e momento è accompagnato da ottimo vino: segnalo in particolare “Fratis”, un rosso morbido ed assai gradevole, ed “Estro”, un bianco fresco e dissetante ottenuto da uve di Fiano.

Ma se siete davvero fortunati assaggerete anche il loro Lambiccato “Stizzià”. Io l’ho amato al primo sorso.

Una giornata così non si dimentica ed anzi vi dico di più. Per vivere queste esperienze suggerisco di fermarvi ad Aquara almeno tre giorni, da trascorrere tra uliveti, vigne, degustazioni, ma anche passeggiate nel borgo, soste con viste mozzafiato, trekking, meditazione, pace e contemplazione nella natura.

Il B&B Masusà, in località Masusano di Aquara, rappresenta sicuramente una delle strutture più belle dove poter soggiornare. Molto curata anche nei piccoli dettagli, vanta una splendida piscina e camere anche con terrazzo.

Poco distante e nella stessa località, Tenuta Martino, anche essa con piscina, offre soluzioni

di soggiorno per coppie e famiglie e permette agli ospiti di usufruire dell’orto per raccogliere verdura di stagione da utilizzare in cucina.

Simonamazzeo.it