Scuola. Il regalo del ministro Bianchi per il 1° maggio. Cosa c’è da festeggiare?

di Salvatore Salerno

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (dopo una settimana dal consiglio dei ministri) il “decretone” che contiene l’ennesima verticistica riforma della Scuola, mai discussa con nessuno e che trova al momento l’adesione della fondazione Agnelli/Elkann in perfetta continuità con la legge 107/2015 renziana.
La parte che ci interessa direttamente è a partire dall’articolo 44. Il decreto in vigore da oggi fino alla conversione in legge entro il 30 giugno.

Oggi sembra sia stata trasmesso all’Aran anche l’atto di indirizzo del Governo per il contratto scuola 2019/2021, scaduto da 40 mesi, niente nuove risorse come tutti sapevamo da tempo.
Saltata la periodicità del contratto triennale come ai tempi di Monti e Tremonti, non si apre sine die il nuovo contratto 2022/2024 con l’inflazione al 7% che fa perdere ai miseri stipendi italiani almeno 100 euro netti al mese.
Nel decreto nuove regole di reclutamento con il percorso oneroso, ad ostacoli dei docenti e la formazione a raffica orientata e mirata con il commissariamento di una nuova Scuola di alta formazione in mano all’Invalsi, Indire, Presidente del Consiglio e Ministro Istruzione con la partecipazione sottesa o esplicita dei professoroni universitari (quelli che guardano in genere dall’alto in basso le scuole e i loro docenti, non tutti per fortuna) e dirigenti ministeriali, burocrati specializzati nello sviluppo della burocrazia e delle ore inutili sottratte all’insegnamento. Insieme ad enti di formazione accreditati che nascono e crescono a iosa, tutti interessati al malloppo del PNRR.
Il nuovo organismo centralizzato romano avrà competenza nelle decisioni su formazione permanente e continua dalla scuola dall’infanzia alle superiori, meccanismo di primalità sugli stipendi fino alla pensione della Fornero/Monti. Docenti scolaretti di presunti formatori fino a 67 anni e oltre con verifiche, interrogazioni, esami finali, per qualche dollaro in più.
Ministro decide tutto da solo secondo chi lo ha messo lì.
Dipenderà dal Parlamento e dalle categorie interessate il destino di questi due atti unilaterali del Ministro.
Entro 60 giorni per il decretone, da contrattazione per l’atto di indirizzo all’Aran con i sindacati.
Se non si muovono le parti interessate sarà tutto legale, il decreto diventa legge e il contratto lo decide il Ministro.
Avremmo un altro gravissimo vulnus nella democrazia e nella Costituzione italiana sulla libertà di insegnamento quando Parlamento e organizzazioni sindacali rappresentanti dei lavoratori dipendenti non contano più niente.
Il regalo del Ministro per il primo maggio. Cosa c’è da festeggiare?

Pubblicato da scrignodipandora

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