#Scuola. Nessuna possibilità di modifica sul #greenpass obbligatorio per il personale scolastico prima della riapertura

di Salvatore Salerno

Nessuna possibilità di modifica sul green pass obbligatorio per il personale scolastico prima di prendere o riprendere servizio a settembre
DURA LEX SED LEX.
Inutile girarci intorno o parlare continuamente del contenuto di un Decreto Legge, inutili petizioni e sondaggi, sbagliato illudere alcune decine di migliaia di docenti e ata che ancora credono di potere trovare una scappatoia, un modo per aggirarlo in forma collettiva o individuale. 
Non si tratta di opinioni, quelle tutte legittime se espresse in forma corretta e rispettosa, ma bisogna anche che qualcuno dica che nel concreto nulla si potrà fare per cambiare di una virgola un provvedimento di legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 
Chi non sarà in possesso di #greenpass sarà considerato assente ingiustificato e dal quinto giorno consecutivo non avrà più lo stipendio fino alla conversione in legge (che scade il 6 ottobre) e, se entro quella data non ci saranno modifiche, ha certamente valore in tutte le sue parti fino al 31 dicembre, data di scadenza del Decreto emanato in forza di uno stato di emergenza sanitaria chiesto dal governo e ottenuto dal Parlamento (secondo Costituzione).
Vediamo di spiegare perché il contesto agostano e i tempi costituzionali di un Decreto legge siffatto non consentono dichiarazioni, strumentalizzazioni o distinguo a posteriori che ognuno pensa di volere propinare al suo target di riferimento, siano politici, sindacalisti, giornalisti o semplicemente no vax ammaliati da social inaffidabili dove è consentito di pubblicare la qualunque.
Non ci interessa qui alcuna polemica nel merito del green pass obbligatorio per il personale scolastico, niente sul vaccino buono o cattivo, niente sull’estensione o meno ad altre categorie, non ci interessa niente se bisognava fare altro e certo che bisognava fare altro o anche altro, sull’opportunità tecnica e politica di un Decreto Legge che, come tutti i decreti legge o legge e anche DPCM, è imperioso, prescrittivo, senza scampo per un cittadino di qualunque professione, che è solo tenuto a osservarlo e farlo osservare.
Ci interessa quest’unico aspetto.
E’ l’ABC del diritto, quello strumento che ogni comunità si dà per regolarsi la vita e, certo, ci sono gli organismi di garanzia in quella democratica, ci sono organi costituzionali che hanno la facoltà di intervenire come in Italia la Corte Costituzionale, lo stesso Parlamento quando viene convocato, i garanti, c’è la possibilità di ricorso per l’interessato e da chi si ritiene vittima di provvedimenti ingiusti.
Ci sono tutte le possibilità ma come e quando? 
E qui sta il punto sul #Decreto Legge n. 111 del 6 agosto 2021 e che ha piena validità dal 7 agosto.
Il come e il quando si può fare qualcosa e se c’è anche una minima possibilità che quella parte che riguarda il #greenpass obbligatorio per il primo settembre ma anche prima, sicuramente non dopo, quando avrà prodotto volenti o nolenti tutti i suoi effetti, venga cambiato.
No, nessuna possibilità.
Allora è bene vedere perché non esiste possibilità di cambiare quel Decreto ma nessuno lo dice e questo è inaccettabile. Sia che si tratti di politici o di capi sindacali che sanno benissimo di prendere in giro chi li dovesse ascoltare, sanno benissimo di non aver fatto la loro parte (o, com’è più probabile l’hanno fatta ma vorrebbero tirarsi fuori) prima del Decreto, se quel Decreto è venuto fuori approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri e nel pieno di un dialogo presunto fra Ministero e Sindacati della scuola, quelli più rappresentativi, il patto vuoto sulla scuola. Sanno benissimo che in Agosto il Parlamento e chiuso come sono chiuse le scuole (a parte le corbellerie del Ministro che pensa siano aperte per l’estate in festa).
Un decreto legge del Governo viene approvato dal Consiglio dei Ministri (in questo caso pure all’unanimità quindi, per essere più chiari, da Lega, PD, M5S, Italia Viva, centristi vari e Articolo uno), viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale con tutti i crismi e le firme del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e di alcuni Ministri interessati alle varie parti del Decreto. Giusto fin qui?
Bene, allora, quel Decreto Legge viene trasmesso al Parlamento per la conversione in Legge e, come accade a ciascuno di noi se fuori casa o in vacanza, la posta viene recapitata in cassetta e si ritira quando si rientra. Quando si rientra in Parlamento?
La Camera dei Deputati è convocata per il 6 settembre, (attenti alle date, il personale scolastico è già in servizio per il nuovo anno il primo settembre) e con quale Ordine del Giorno, il decreto legge del 6 agosto n. 111? No, affatto, si comincia la discussione generale sul decreto n. 105, quello di prima del 23 luglio.
 Il #Senato della Repubblica è invece convocato il 7 settembre ma qui pensate che si possa parlare di green pass per il personale scolastico? No, anche qui nada, ci sarà la conferenza dei capigruppo per stabilire l’ordine dei lavori dei giorni successivi.
E poi in quel Decreto c’è l’articolo 10 (uguale in tutti i decreti, le leggi, i DPCM) che recita “A chiunque è fatto obbligo di osservarlo e fallo osservare”.
Ci vogliamo mettere contro la legge? Nessuno può farlo impunemente e chi lavora a scuola non può suggerirlo ad alcuno senza informarlo che si prende individualmente le sue piene responsabilità infrangendola. 
E’ chiaro adesso?
Un docente non può confondere la demagogia con la realtà giuridica fattuale, almeno questo.
#greenpass  #Scuola  #Parlamento #Senato

Pubblicato da scrignodipandora

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