Seven, di David Fincher, stasera in tv su Iris. Film da non perdere

di Luca Biscontini

Stasera in tv su Iris alle 23 Seven, un film del 1995 diretto da David Fincher e interpretato da Brad Pitt, Morgan Freeman, Gwyneth Paltrow e Kevin Spacey. Lo sceneggiatore Andrew Kevin Walker ha affermato di aver tratto gli elementi che hanno portato alla scrittura del film da un periodo della sua vita trascorso a New York: lo sceneggiatore afferma di non aver gradito per niente il periodo trascorso in tale luogo, ma che è stato fondamentale per la creazione dell’opera. Distribuito il 22 Settembre 1995 in 2.441 cinema, Seven ha incassato 100 milioni dollari negli Stati Uniti e altri 227 nel resto del mondo, per un totale di 327 milioni di dollari, a fronte di un budget di 33 milioni.

Trama
Un killer astuto e spietato sta uccidendo a raffica, nei modi più raccapriccianti, personaggi scelti con cura. Sulle sue tracce ci sono il giovane e ambizioso Mills, alla prima missione, e l’esperto Somerset, ormai prossimo alla pensione; personalità opposte che mal si tollerano a vicenda. Imparano a “convivere” man mano che la caccia all’assassino si fa più serrata e il mistero comincia a districarsi: il mostro sceglie le vittime e le uccide seguendo i sette peccati capitali (gola, avarizia, accidia, lussuria, superbia, invidia e ira).

“Presentandosi con dei titoli di testa ispirati ai modi dell’avanguardia e ricavando suggestione dalla fotografia “all’europea” del francese Darius Khondji (quello di Prima della pioggia), Seven, a differenza dei soliti “thrilling” tratta la violenza come una natura morta. C’è da scommettere che questo nuovissimo sorprendente Fincher ha una notevole familiarità con la pittura contemporanea: ed è proprio come se dei quadri di Francis Bacon fossero inseriti in un contesto ispirato agli iperrealisti made in USA. Il tutto attinge per virtù di stile a un livello tragico e metaforico decisamente insolito nel cinema di genere. Gli interpreti sono intonatissimi, oltre a quelli nominati, Kevin Spacey si fa apprezzare per un’ambiguità minacciosa da grande caratterista. Però Seven non sarebbe lo stesso film senza il carisma di Morgan Freeman, che sa essere incisivo attraverso la semplicità come riesce solo ai grandissimi. Già nominato per l’Oscar in 3 diverse occasioni, lo sarà di nuovo per Seven: e finora non si vede chi potrebbe contendergli il premio.”
(Corriere della Sera, Tullio Kezich, 19/12/95)

“«Hemingway una volta ha scritto: “Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso”. Condivido la seconda parte». Al suo secondo film, David Fincher costruisce un thriller al contempo derivativo e sorprendentemente originale, cupo e nichilista. Seven riesce a distanziarsi dai suoi modelli di riferimento e a operare in maniera personale nella ridefinizione del genere. Il Male ci viene presentato come un’entità radicata nel tessuto sociale, un elemento peculiare della quotidianità, indefinito e mimetizzato (non a caso il serial killer usa il nome John Doe, l’uomo senza identità) ma non per questo meno feroce e sconvolgente. La grande forza del film sta in una messa in scena che accentua la componente più espressionista, giocando su tonalità cromatiche caricate (grazie alla splendida fotografia di Darius Khondji) e su un montaggio serratissimo (di Richard Francis-Bruce, nominato all’Oscar) che restituisce un profondo senso di angoscia, inquietudine e decadenza. Ma non meno meriti ha l’ottimo script di Andrew Kevin Walker che, muovendosi tra raffinate citazioni letterarie e suggestioni filosofiche, riesce sempre a spiazzare e coinvolgere, raggiungendo il suo apice in un finale tragico e indimenticabile. Strepitoso successo di pubblico e critica”.
(LongTake).

Luca Biscontini  per Mondo Spettacolo

Pubblicato da scrignodipandora

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