Stefano Brizzi, “La posta sull’Appennino”

DI ILARIA PULLE’ DI SAN FLORIAN

Il piacentino Stefano Bruzzi, pittore sia figurativo che paesaggista, inizialmente dedito agli studi umanistici, scopre ben presto la propria passione e talento per il disegno.

Riceve i primi rudimenti inerenti al disegno da Bernardino Massari ed in seguito si avvale degli insegnamenti di Lorenzo Toncini, tanto da intraprendere una via interpretativa di ispirazione romantica.

Tuttavia le scene a carattere storico e religioso, tipiche della sua produzione iniziale, verranno velocemente soppiantate da bozzetti e caricature, talvolta decisamente sconfinanti in riuscite macchiette.

Nel 1854, con l’intenzione di approfondire i propri studi artistici, si reca a Roma ove incontra Alessandro Castelli. Sarà poi l’amicizia con il pittore Nino Costa a metterlo in contatto con Arnold Böcklin, il quale gli permetterà di portare la propria fama anche oltre i confini nazionali.

Quando, nel 1874, la famiglia si trasferisce a Firenze, entra in contatto con il gruppo dei macchiaioli toscani, corrente che gli risulterà particolarmente congeniale, che non mancherà di fornirgli notevoli impulsi creativi ed interpretativi.

La sua arte, definita maestosa e monumentale, ne farà uno dei più sensibili interpreti dell’arte figurativa italiana.
La posta sull’Appennino, dipinto verso la fine del 1800, trae origine, come consuetudine dell’autore, da situazioni vissute durante l’infanzia rievocate attraverso suggestivi ricordi.

Tra il 1700 ed il 1800, infatti, lo sviluppo della corrispondenza, in seguito all’evoluzione della società industriale, subisce una notevole accelerazione.

Determinante fondamentali modifiche anche nell’utilizzo dei mezzi di trasporto: il cavallo cominciava a non essere più sufficiente per tutte le consegne da evadere, inoltre la velocità, per quanto la galoppata, come si evince dalla scena, fosse effettivamente possibile, restava comunque obbligatoriamente limitata a lassi di tempo relativamente brevi.

Il cavallo necessitava di regolare riposo, ragion per cui doveva essere periodicamente sostituito lungo il percorso, e questo è il motivo per cui vennero istituite le cosiddette stazioni di posta, punto strategico per il cambio, che in breve tempo si dotarono di nuovi servizi, come punti di ristoro e camere.

È il motivo per cui, a tutt’oggi, ancora diversi alloggi sono denominati Albergo alla Posta…

La posta sull’Appennino (1890c)  Tecnica olio su tela Dimensioni 68×105 Collezione privata

Pubblicato da scrignodipandora

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